e-Gov

Siti attendibili? Facebook ti chiede un parere

Due semplici domande possono bastare per valutare la credibilità di un sito e il lavoro di una redazione? Facebook crede di sì e come già anticipato lo scorso gennaio, nelle scorse ore ha iniziato a porre due semplici domande ad alcuni utenti negli Stati Uniti ma anche in Europa, Italia compresa: conosci questo sito e come lo valuti, con cinque possibili risposte, da molto attendibili a per niente attendibile.

Per il momento, come spiegato dall'azienda all'agenzia stampa Reuters, si tratta di una fase sperimentale e le risposte non influenzeranno la composizione del News Feed, ma che tuttavia ciò potrebbe succedere in futuro, se Facebook dovesse decidere di utilizzare questo approccio. In questo caso comunque il colosso di Menlo Park ha detto che lo annuncerà pubblicamente per tempo.

Facebook user on mobile phone 1280x640[1]

Benché non sia ancora operativo, l'approccio di Facebook, pur con qualche aspetto interessante, non mancherà di far discutere per le sue tante implicazioni. L'idea di valutare l'attendibilità delle fonti attraverso una sorta di controllo incrociato degli utenti è un sistema che viene utilizzato già da tempo ad esempio su Wikipedia per evitare che le informazioni non siano neutrali ma pendano ideologicamente in qualche direzione.

Tuttavia in questo caso specifico la valutazione avrebbe una ricaduta concreta sulla fonte stessa che vedrebbe la propria presenza esclusa o ridotta nel News Feed qualora le valutazioni dovessero essere negative, con ovvie conseguenze anche sul lavoro di tante persone.

È possibile prendere decisioni di questo tipo senza un dibattito che coinvolga anche le testate interessate? E quali sarebbero i criteri su cui prendere la decisione? La diffusione di una testata e la sua riconoscibilità trasversalmente a diversi strati sociali e culturali di per sé non è garanzia di qualità. Allo stesso modo l'organizzazione interna, il valore dei singoli, le risorse a disposizione possono fare la differenza nella qualità delle notizie offerte anche tra due testate della stessa estrazione.

facebook ap 1

Insomma come al solito il problema non è (solo) di metodo ma di trasparenza: Facebook può procedere come meglio crede ma sarebbe bene conoscere dettagliatamente il modo in cui intende farlo e i criteri che ha deciso di utilizzare. Solo così si potrebbe discutere in maniera davvero democratica, individuando insieme, social network, lettori ed editori, un percorso valido. Invece abbiamo solo sei domande raggruppate in due fasi. Un po' poco Facebook, un po' poco.