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Siti pirata bloccati che rinascono dopo un giorno: la cura

siti pirata italiani che offrono contenuti in streaming o in download difficilmente potranno continuare a usare il cambio di dominio o di nome per sfuggire alle misure restrittive dell’AGCOM. Ieri il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato una serie di modifiche del regolamento per la tutela del diritto d’autore su Internet, che consentiranno di intervenire più velocemente sulle violazioni reiterate.

“È prevista, in particolare, la possibilità di adottare, in via d’urgenza e ove ne ricorrano i presupposti, provvedimenti cautelari entro tre giorni dalla ricezione della relativa istanza. Nel caso di proposizione di reclamo avverso tali provvedimenti, l’Autorità decide in via definitiva nei successivi 7 giorni”, puntualizza il Garante.

In pratica se a seguito di ordine di blocco un sito dovesse ricomparire online – come spesso avviene – con nome o URL leggermente diverso, l’AGCOM avrà i poteri per richiederne immediatamente la censura.

“AGCOM può inoltre imporre ai provider di adottare le misure più idonee per evitare la reiterazione di violazioni già accertate e contrastare le iniziative volte ad eludere l’applicazione dei propri provvedimenti”, prosegue la nota del Garante

Nel rispetto dei “più recenti orientamenti della giurisprudenza nazionale e della Corte di giustizia dell’Unione europea” si parla anche della possibilità di ulteriori misure come del cosiddetto “notice and stay down” che impedisce il caricamento di contenuti già rimossi.

Probabilmente l’azione dell’AGCOM non ridurrà ai minimi termini il fenomeno, ma per i gestori dei siti pirata sarà più laborioso sfuggire alla caccia. Saranno costretti a cambiare costantemente URL e nomi, avendo perennemente alle calcagna i segugi del copyright.