Streaming e Web Service

Sky Italia ha chiesto a Google la rimozione di migliaia di URL legati a IPTV pirata

Sky negli ultimi tempi ha iniziato bombardare Google di richieste di rimozione di “siti pirata” (IPTV) dai risultati delle ricerche. È un territorio dai confini poco chiari, come lascia intendere Torrentfreak, perché nel calderone delle segnalazioni sta finendo di tutto. Scandagliando le liste mandate da Sky Italia e marginalmente da Sky UK il riferimento è sempre a presunte “IPTV – illegal TV broadcasting & streaming”, ma gli URL dei siti spesso non portano a piattaforme che ospitano direttamente contenuti pirata, bensì a portali con database, FAQ o informazioni di servizi terzi.

In sintesi, Sky sta segnalando a Google di rimuovere dai risultati quelle pagine Web che fanno da ponte di lancio per entrare in contatto con lo streaming (presunto) pirata. Il sistema di “takedown notice” previsto dal Digital Millennium Copyright Act in questo caso potrebbe essere inadeguato, poiché prevede responsabilità dirette degli URL segnalati.

Torrentfreak comunque ha rilevato che Google in alcuni casi sta intervenendo, ma la ratio non è chiara. D’altronde ogni notifica di Sky è arrivata a contenere anche 500 URL, tirando il ballo piattaforme come EpicIPTV, Enjoy-IPTV, TalentIPTV, BestIPTV e tante altre. A inizio febbraio ne è arrivata un’altra riguardante un singolo provider contenente ben 500 pagine di rimozione.

La mossa di Sky sembra essere in linea con la prossima riforma UE sul copyright, che prevede responsabilità dirette per i portali in presenza di contenuti pirata. Una volta approvata definitivamente dal Parlamento (marzo/aprile) e pubblicata in Gazzetta Ufficiale tutti i siti dovranno attuare un monitoraggio più attento nei confronti delle violazioni di copyright. Google, a differenza di YouTube, probabilmente non potrà fare altro che accettare di buon grado ogni notifica e agire di conseguenza.