Spazio e Scienze

Skybot F-850, il robot umanoide russo è sbarcato sulla ISS

Nella giornata di ieri una navicella Soyuz russa ha attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale, dopo aver fallito un primo tentativo nella notte di sabato. Nella navicella, al posto di guida del comandante, c’era Skybot F-850, un robot umanoide realizzato da ROSCOSMOS, l’agenzia spaziale russa.

Sì esatto, il robot era l’unico passeggero della Soyuz, ma non è come pensate. A pilotare non era infatti Skybot F-850, perché il volo era automatizzato e privo di personale umano eventualmente pronto a subentrare ai comandi manuali. L’incarico, se così vogliamo chiamarlo, del robot umanoide era infatti un altro.

Il viaggio della Soyuz infatti è iniziato a bordo di un nuovo razzo vettore, prima di oggi usato esclusivamente per i voli cargo. Obiettivo della missione era dunque proprio di ‎testare il razzo aggiornato con una Soyuz senza esseri umani a bordo, in preparazione dell’utilizzo dello stesso modello con l’equipaggio a bordo a partire dal prossimo anno.‎

Dal canto suo infatti Skybot F-850 integra ‎ha un certo numero di sensori in grado di misurare diversi parametri, come l’accelerazione e la forza di gravità esercitata sui passeggeri, la quantità di vibrazioni, le temperature raggiunte e altro ancora, così da fornire un’idea precisa di ciò che un essere umano sperimenterebbe se fosse stato seduto sui sedili passeggeri del veicolo, al posto del robot.‎

‎Oltre ad essere in grado di rilevare le condizioni durante lancio, volo e attracco, Skybot ha anche alcune funzioni del tutto simili a quelle di un normale smart speaker equipaggiato con Alexa o Google Assistant. Skybot infatti può rispondere a domande, avere brevi conversazioni e raccontare alcune battute. In futuro tuttavia ROSCOSMOS ha intenzione di sviluppare Skybot e i suoi successori in modo che diventino dei veri e propri compagni funzionali degli astronauti, in grado di svolgere attività in ambienti ostili per gli esseri umani, come ad esempio il vuoto siderale.