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SkyWater estrae 2mila litri di acqua dall’aria al giorno. Prezzo? 2 cent al litro

SkySource/SkyWater Alliance è un’azienda californiana che recentemente si è aggiudicata il premio Water Abundance di XPrize da 1,5milioni di dollari con un dispositivo in grado di estrarre acqua potabile dall’aria, senza inquinare e anzi producendo bio-carbone come prodotto di scarto, utilizzabile come fertilizzante per i terreni.

L’obiettivo è stato raggiunto unendo due tecnologie esistenti da tempo. La prima, SkyWater, è un sistema che recupera l’acqua dall’aria attraverso un processo di condensazione adiabatica, privo cioè di scambio di calore con l’ambiente esterno al sistema stesso. In questo caso l’aria umida e calda naturalmente presente nell’ambiente, entrando in una camera di condensazione trova aria più fredda, costantemente mantenuta a un preciso punto di rugiada. In questo modo l’umidità si condensa e precipita sotto forma di goccioline d’acqua.

Quest’acqua è poi filtrata adeguatamente e trattata con l’ozono per migliorarne il sapore e prevenire la formazione di microorganismi pericolosi. Il sistema è così efficiente che è in grado di raccogliere fino a 2000 litri di acqua al giorno, sufficienti per i bisogni di un centinaio di persone, con un costo di appena 2 centesimi al litro.

Questo sistema richiede però l’uso di tantissima energia, per questo i due progettisti, David Hertz e Rich Groden, l’hanno unito a una fonte di energia pulita: un gassificatore a biomassa, utilizzato per alimentare SkyWater. Il gassificatore può essere alimentato con qualsiasi biomassa disponibile, gusci di noci di cocco, trucioli di legno o altro ancora. Quest’ultima sarà bruciata tramite un processo di pirolisi, decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto in assenza di ossigeno.

In questo modo si ottiene calore e vapore, utilizzati per alimentare SkyWater e riportare alla temperatura originaria l’aria in uscita dalla camera di condensazione. Infine il gassificatore ha come prodotto di scarto bio-carbone, utilizzabile come detto come fertilizzante naturale. Insomma si tratta di un sistema virtuoso e sostenibile che non inquina e promette anzi di impattare positivamente su quello che è uno dei più grandi problemi mondiali.

Ci sono infatti circa 2,1 miliardi di persone che attualmente non hanno accesso all’acqua potabile. I sistemi di dissalazione dell’acqua sono costosi e limitati e allo stesso modo, fino a oggi, anche questo tipo di soluzioni per condensazione richiedevano troppa energia ed erano costosi da utilizzare, oppure non inquinavano ma l’acqua recuperata dall’atmosfera non era molta. In pratica erano poco efficienti. Unendo queste due tecnologie pre-esistenti invece la SkySource/SkyWater Alliance sembra aver trovato la quadratura del cerchio.

Da parte loro Hertz e Groden, hanno detto di star già lavorando con associazioni non profit per cercare di portare la propria tecnologia in tutte quelle parti del mondo in cui il problema della scarsità di acqua potabile è consistente.