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Slitta il canone Rai in bolletta: le proteste sono servite?

Da Palazzo Chigi fanno sapere che per la riforma del canone meglio rimandare.

Slitta il canone Rai in bolletta. Ieri sera da Palazzo Chigi è giunta una dichiarazione che rimanda tutto: "La riflessione in atto è strategica ma appare improbabile che l'ipotesi di mettere il canone in bolletta possa maturare entro questa legge di stabilità visti i tempi tecnici troppo stretti".

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Tutto congelato

E dire che ieri mattina il sottosegretario Antonello Giacomelli, durante l'intervista a Radio 24, dava l'operazione per fatta: circa 65 euro di canone a partire da gennaio direttamente nella bolletta dell'elettricità.

Il Governo forse ha tastato il terreno e poi preferito fare marcia indietro, oppure devono aver pesato le proteste di alcuni componenti della maggioranza e delle stesse aziende fornitrici di energia – fin da subito contrarie. In verità persino il presidente dell’Authority per l’energia, Guido Bortoni, aveva espresso perplessità.

Come hanno fatto notare più osservatori avrebbe più senso riformare prima la Rai, invece che ostinarsi sulla questione canone. In fondo molti italiani – disabituati a riconoscere la valenza del servizio pubblico televisivo – si domandano per quale motivo si debba pagare a prescindere che sia poco o tanto.

Come consiglierebbe qualsiasi specialista: "prima confezionate il prodotto, poi stabilite il prezzo"

Aggiornamento. I nostri archivi confermano che l'idea di abbinare il canone RAI alla bolletta risalgono ai tempi di Paolo Romani, vice ministro allo Sviluppo Economico del quarto governo Berlusconi. Dopodiché anche Monti nel 2012 ha valutato l'opzione per un po' di tempo.