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Smartphone e tablet più cari nel 2014: 100 milioni alla SIAE

"Non è un caso che tutte e tre le cacchiate del momento ricevano il plauso sul sito della SIAE". Così si esprime l'avvocato Guido Scorza, specialista in diritto digitale, sul tris di "epic fail" del Governo Letta. Prima la norma sulla Web Tax, quando finalmente l'Europa ha istituito una task force, poi l'emendamento sugli aggregatori di news, senza neanche istituire un tavolo di confronto con Google come è successo in Francia, e infine il rincaro dell'equo compenso.

Già, l'equo compenso tanto caro al neo-presidente SIAE, Gino Paoli. La settimana scorsa abbiamo scoperto che il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Massimo Bray, ha deciso di aumentare i parametri dell'equo compenso su richiesta della SIAE. In pratica da gennaio 2014, dovrebbe aumentare il contributo per copia privata che viene imposto ai produttori su supporti ottici, hard disk, masterizzatori, memorie e altri prodotti.

Ministro Bray

L'avvocato Guido Scorza ha potuto visionare i documenti intercorsi tra SIAE e Ministero. La scoperta è stata eclatante: i rincari su smartphone e tablet potrebbero sfiorare il 500%. Se sugli smartphone si parla di circa 4,3 euro in più rispetto a oggi, per le memorie Flash l'esborso salirà a 30 euro e per gli hard disk a circa 50 euro.

Un salasso senza precedenti che si deve a uno studio della SIAE (privo di contraddittorio) sulle tariffe medie applicate all'estero nei paesi che adottano norme simili alle nostre. In verità è un caos di cifre perché da noi l'equo compenso è applicato su qualsiasi dispositivo che potenzialmente potrebbe essere usato per fare copie, mentre oltreconfine la lista è decisamente più corta.

In Italia sono "tassati" CD, DVD, VHS, Blu-Ray, supporti analogici, registratori, computer con masterizzatore, computer senza masterizzatore, memorie, hard disk, SSD e chiavette. Senza contare tutti i dispositivi smart con memoria integrata. Anche le Smart TV quindi.

Guido Scorza

La domanda che ci si pone è per quale motivo numerosi esponenti del PD abbiano deciso di accelerare su temi così caldi un minuto prima della designazione del loro Segretario (ieri). "C'è di mezzo un po' di personalismi, mancanza di coordinamento e la grande lobby della cultura italiana", sottolinea Scorza. "Sull'agenda digitale mi dicono la stessa cosa. Non esiste un solo PD, speriamo che Renzi li metta tutti in riga come dice".

Che poi la stessa disciplina italiana sull'equo compenso è piuttosto strana e "border line". Nella pratica la richiesta del rimborso da parte delle aziende nei confronti della SIAE è piuttosto macchinosa, per cui alla fine tutti i grandi gruppi ricaricano sui consumatori e pagano il dovuto.

Secondo Scorza che passi o meno l'emendamento sull'equo compenso dell'onorevole Franco Ribaudo (PD) è secondario, perché il Ministro Bray potrà giocare la carta del decreto legge entro la fine dell'anno "come del resto ha già anticipato".

Le stime sull'aumento parlano di circa 100 milioni di euro. E anche se il 50% sarà destinato a progetti di formazione e giovani talenti è difficile credere che gli italiani ne saranno contenti. "Non so quali siano i termini del patto dei 15 mesi tra Renzi e Letta, ma secondo me i ministeri sono nelle mani della prima fascia di dirigenti pubblici", sottolinea Scorza. Il riferimento è a tutti i consulenti e alti gradi ministeriali che sono rimasti in eredità dal precedente Governo. "Tre quarti sono rimasti lì dal periodo Monti, e dato che questo viene visto come un periodo di transizione non c'è allineamento con gli indirizzi politici".

Come a dire che alcuni Ministri su alcune questioni si affidano ai collaboratori, e quel che dicono rischia di diventare legge.