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Soldipubblici.gov.it apre i battenti: ora possiamo sapere

Soldipubblici.gov.it è attivo da ieri sera. Si tratta del primo servizio dell'Agenzia Digitale per l'Italia che consentirà una migliore trasparenza sulle spese della Pubblica Amministrazione.

Cos'è soldipubblici.gov.it? Un nuovo sito dell'Agenzia Digitale per l'Italia che consentirà una migliore trasparenza sulle spese della Pubblica Amministrazione. I conti di Province, Comuni e Regioni sono finalmente analizzabili al microscopio.  "Il sito è una prima release, è molto migliorabile da molti punti di vista. Ma migliorerà giorno dopo giorno con il contributo e i consigli di tutti", scrive oggi il Digital Champion Riccardo Luna.

"È un sito mai visto, ma siti simili esistono in tanti altri paesi, Stati Uniti e Regno Unito in testa. E adesso non si può tornare indietro: possiamo e dobbiamo solo migliorare". Il servizio è stato fortemente voluto dal Premier Renzi – come ricorda Luna – ma senza il lavoro di Giovanni Menduni e Alessandra Poggiani non sarebbe mai diventato realtà in tempi così brevi.

soldi pubblici

Soldipubblici

Al momento è possibile accedere ai dati dei pagamenti delle regioni, delle aziende sanitarie regionali, delle province e dei comuni, con cadenza mensile e aggiornamento al mese precedente. "I dati sono tratti dal sistema SIOPE, frutto di una collaborazione tra Banca d'Italia e Ragioneria Generale dello Stato, che aggrega i pagamenti giornalieri delle diverse PA attraverso una serie di circa 250 codifiche gestionali disponibili su http://www.siope.tesoro.it", si legge sul sito ufficiale

"Ora manca solo una cosa: una norma nella riforma della pubblica amministrazione che introduca il famoso FOIA (Fredoom Information Act), uno strumento che, sul modello americano, introduca il diritto di accesso dei cittadini alle informazioni della pubblica amministrazione", auspica Riccardo Luna.

"Se nel 2015 arriverà anche questo, potremo davvero dire di aver fatto tutto quello che c'era da fare per prevenire la corruzione. Intanto, però, oggi brindo perché nella storia di Internet questo sarà pure un piccolo passo, ma nella storia della trasparenza in Italia è una pietra miliare".