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Solstizio d’inverno, cos’è esattamente?

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Oggi prende ufficialmente il via l'inverno, ed è anche il giorno con il minor numero di ore di Sole del 2016. È il solstizio d'inverno. Ma cosa significa? Il nome solstizio deriva dal latino sol-stitium, e significa in buona sostanza il "fermarsi del Sole"; in Astronomia è il momento in cui il sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima (d'estate) o minima (d'inverno).

 

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Foto: @ Furian / Depositphotos

In parole semplici, durante il solstizio d'inverno l'arco diurno del Sole è il più corto possibile, mentre d'estate è il più lungo, e questo naturalmente si manifesta nella durata del giorno e della notte. Oggi il Sole è presente in cielo – per una località di media latitudine come Milano – per circa 8 ore e 45 minuti (per rendere l'idea, in estate questo valore è pari a circa 15 ore e 45 minuti).

In alcuni punti della Terra, e più precisamente ai circoli polari, oggi il Sole non sorge mai (al di sopra del Circolo Polare Artico) oppure non tramonta mai (al di sotto del Circolo Polare Artico). Al tropico del Capricorno oggi il Sole culmina esattamente allo zenith, cioè sulla verticale di quei luoghi, come succede al tropico del Cancro durante il solstizio d'estate.

 

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Foto: @ milagli / Depositphotos

Non abbiamo parlato a caso di momento: anche se generalmente identifichiamo il solstizio con una data a calendario, esso avviene in un istante ben preciso, che per il 21 dicembre 2016 è stato le 11:44 italiane.

I solstizi (estate e inverno) rappresentano quindi rispettivamente il giorno più lungo e più corto dell'anno, in netta contraddizione con il detto che "S.Lucia (13/12) è il giorno più corto che ci sia". Questo era vero prima dell'entrata in vigore del calendario gregoriano nel 1582, quando si tolsero dal calendario 10 giorni per riallinearsi correttamente con le date di inizio delle stagioni.

Il calendario precedente, definito giuliano perché promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C., accumulava infatti una differenza annuale di circa 11 minuti rispetto all'anno tropico, o solare. Con il calendario gregoriano questa differenza si riduce a meno di 30 secondi.

Un'altra curiosità è che gli equinozi e i solstizi non si ripetono esattamente il 20 o 21 di ogni trimestre, ma a causa dell'ellitticità dell'orbita della Terra la velocità del nostro pianeta non è costante: in estate rallenta perché siamo più lontani dal Sole (seconda legge di Keplero). E' per questo che l'equinozio d'autunno cade mediamente 2 giorni dopo rispetto agli altri.

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Foto: @ Furian / Depositphotos

La buona notizia è che dopo il solstizio d'inverno le giornate inizieranno ad allungarsi nell'emisfero settentrionale. Ovviamente questo non significa che da domani il freddo diminuirà, ma che gradualmente aumenterà l'esposizione diurna alla luce del Sole. Le temperature si alzeranno di conseguenza, con il passaggio graduale e le variabili meteo che tutti ben conosciamo.