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Sony Acoustic Surface: lo schermo suona come uno speaker

I padiglioni del CES sono ottimi per dare uno sguardo alle ultime novità presentate in campo tecnologico, ma decisamente meno adatti ad ascoltare. La confusione che viene generata dall'enorme pubblico che affolla corridoi e stand rende impossibile godere del suono di qualsiasi periferica.

Per questo Sony ci ha preparato uno stand in disparte, nome in codice "cubo nero", lontano dalle corsie più battute e dall'enorme stand ufficiale.

Al suo interno, si trovava il suo nuovo Bravia OLED A1 da 65" basato su di un pannello OLED molto particolare: oltre a fornire immagini di grande pregio, si preoccupava anche di vibrare in modo da generare l'audio delle scene visualizzate.sony bravia oled

Appoggiando una mano al televisore in funzione, si poteva avvertire distintamente il tremore che di solito caratterizza le casse audio in funzione, ma più intenso dal momento che il pannello svolge proprio le funzioni dell'altoparlante.

Ma che senso ha usare un intero pannello video per generare l'audio? In realtà, quella che sembra una creativa trovata di marketing (ricordavamo giusto ieri quanto sia avaro il settore audio di novità tecnologiche) un senso ce l'ha e neanche banale.

I televisori, di solito, affidano a degli altoparlanti posizionati sotto o dietro al pannello (ma comunque in posizione bassa) la diffusione dell'audio. Così facendo, si genera un effetto al quale siamo ormai abituati ma un po' fastidioso: quando qualcuno ci parla in primo piano, sentiamo la sua voce provenire dalla pancia invece che dalla bocca.

Analogamente, anche se in maniera meno evidente, in scene di altro tipo si riesce a collocare meglio il suono all'interno dell'immagine dal momento che il pannello OLED riproduce un suono stereofonico.

Come innovazione potrebbe sembrare poco importante, eppure una volta provato ci si rende conto di quanto sia difficile tornare indietro senza recriminare, soprattutto perché, contro ogni mio scetticismo iniziale, la resa acustica del pannello OLED è anche di tutto rispetto!

Certo, un sistema completo di fascia alta fa di meglio, ma il suono è pieno, godibile e preciso, grazie anche a un subwoofer posteriore che va a completare la gamma bassa, mentre il pannello si occupa di quella alta e media.

Il "miracolo", perché ancora non riesco bene a capacitarmi del fatto che un pannello OLED suoni bene (eppure lo ha fatto davanti a me), è da attribuire a questi due attuatori che siamo riusciti a fotografare nella sala.

Attuatore JPG

Ce ne sono 4 in tutto, due per ognuno dei canali stereofonici, e sono appoggiati su di una stretta barra che corre lungo tutto il retro del televisore.attuatore2 JPG

Gli ingegneri Sony presenti si sono guardati bene dal rispondere alle nostre domande su come questi piccoli attuatori possano gestire nella maniera opportuna le vibrazioni di una superficie vasta come quella di un televisore da 55", nascondendosi dietro al segreto industriale e, purtroppo, non siamo riusciti a scucirgli alcun dettaglio più tecnico.

Si sono limitati a dirci che sono serviti molti anni di sviluppo e prove per arrivare alla corretta gestione delle frequenze. Siamo impazienti di provare il televisore in maniera approfondita.