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Spese di consegna, rimborso e restituzione: la normativa italiana

Pagina 3: Spese di consegna, rimborso e restituzione: la normativa italiana

Spese di consegna, rimborso e restituzione dei beni acquistati online: la normativa italiana

Nel nostro ordinamento, in linea generale il diritto di recesso dai contratti a distanza (disciplinato dall’art. 64 del Codice del consumo) si esercita mediante l’invio, entro 10 giorni lavorativi, di una comunicazione scritta, da inviarsi alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive. Se espressamente previsto nell’offerta o nell’informazione concernente il diritto di recesso, in luogo di una specifica comunicazione è sufficiente la restituzione, entro il suddetto termine, della merce ricevuta. 

Il termine per la restituzione del bene non può  comunque essere inferiore a 10 giorni lavorativi, decorrenti dalla data del ricevimento del bene. Ai fini della scadenza del termine, la merce si intende restituita nel momento in cui viene consegnata all’ufficio postale accettante o allo spedizioniere.

Per l’esercizio del diritto di recesso, il consumatore dovrà sostenere le “spese dirette di restituzione del bene al mittente”, ove la restituzione sia espressamente prevista dal contratto.

Se il diritto di recesso è esercitato dal consumatore in conformità a quanto previsto dal Codice del consumo, il professionista è tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, ivi comprese le somme versate a titolo di caparra. Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista è venuto a conoscenza dell’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore.