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Spid snobbato dalla PA, solo 3.866 l’hanno abilitato

Solo 3.866 pubbliche amministrazioni su 10mila, escludendo ASL e scuole, hanno attivato servizi compatibili con lo Spid (Sistema pubblico identità digitale). Il Governo aveva fissato per marzo 2018 la data per far adeguare l'intera Pubblica Amministrazione, ma così non è stato, almeno secondo i dati ufficiali. Purtroppo, come molti avevano fatto notare in tempi non sospetti, la mancanza di sanzioni per gli inadempienti ha contribuito a favorire i ritardi.La password unica per tutti i servizi al momento rimane un progetto sulla carta, anche se il decreto della presidenza del Consiglio risale al 24 ottobre 2014. Regioni, Inps, Inail, Agenzia delle Entrate e i principali Comuni si sono dati da fare ma al solito il risultato è stato quello di avere un'attivazione incompleta, spesso limitata a pochi servizi.

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Si parla dei pagamenti online di Equitalia, Comune di Roma, Regione Lombardia ed Emilia Romagna. E anche prenotazioni ritiro referti, cambio medico curante in Piemonte, Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Puglia, Basilicata e Lazio.

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Però la sostanza è che la cittadinanza ha risposto tiepidamente: a marzo si contavano solo 2,3 milioni di utenze Spid, contro un obiettivo di 3 milioni fissato per dicembre 2016.

"Dobbiamo rilevare che quest'anno la crescita degli utenti è rallentata, conseguenza dei pochi servizi disponibili", ha commentato Valeria Portale, responsabile area SPID per Digital Innovation del Politecnico di Milano. "Il boom dell'anno scorso è dovuto al fatto che bisognava avere Spid per riscuotere il bonus di 500 euro riservato dal Governo ai 18enni e ai docenti".

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Ben 620mila diciottenni hanno attivato infatti Spid, ma come ha sottolineato Portale il vantaggio economico è debole nel lungo periodo, ciò che conta è "il valore e la comodità dello strumento".

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Il problema, secondo Team Digitale, è che mancano all'appello i servizi più usati come ad esempio quelli dei Comuni, delle ASL e nel privato delle banche. Sotto il profilo tecnico invece è mancato un adeguato sostegno all'implementazione e soprattutto fondi.

"Stiamo lavorando e ottenendo risultati perché Spid attecchisca davvero in Italia, attraverso passi graduali e la collaborazione di tanti soggetti. Solo così potremo portare un cambio culturale profondo nelle amministrazioni, nei cittadini", sostiene l'Agenzia per l'Italia Digitale. "Ed è questa la condizione perché Spid faccia la differenza, per l'innovazione dell'Italia; mentre non ci sarebbe stato un vero valore dal semplice moltiplicarsi degli utenti e delle PA attive".