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Spazio e Scienze

Stampa 3D al plasma, il futuro dell’IoT e dell’esplorazione spaziale

La stampante 3D al plasma su cui sta lavorando Space Foundry, potrebbe rappresentare una soluzione dirompente per diversi mercati, dall'IoT all'esplorazione spaziale, grazie alla sua capacità di utilizzare materiali diversi, passando fluidamente dall'uno all'altro, anche in assenza di gravità.

La stampa 3D, lo sappiamo, rappresenta il futuro in molti campi e addirittura in futuro potrebbe facilitare anche l’esplorazione spaziale, consentendo una più semplice ed economica realizzazione dei componenti nello spazio, sula Luna o su future colonie su altri pianeti. Ma c’è una tecnologia in particolare che potrebbe rappresentare una soluzione dirompente: la stampante 3D al plasma, in via di sviluppo da parte dell’innovativa startup Space Foundry. Grazie infatti alla sua capacità di utilizzare materiali diversi, passando fluidamente dall’uno all’altro, anche in assenza di gravità, potrebbe rappresentare la soluzione perfetta tanto per l’IoT quanto per l’esplorazione spaziale.

Sostanzialmente, il limite principale delle attuali soluzioni di stampa 3D, consiste nella capacità di utilizzare un solo materiale per volta, soprattutto plastica, ma anche metalli. Inoltre, anche se esistono stampanti multimateriali, esse rappresentano soluzioni costose, che richiedono lavorazioni lunghe e complesse e l’utilizzo di teste di stampa multiple.

La stampante al plasma di Space Foundry della NASA, presso l'Ames Research Center di Moffett Field, in California

La rivoluzionaria testina di stampa al plasma brevettata da Space Foundry invece non solo consente la variazione del materiale di stampa durante la modellazione stessa, tramite la miscelazione di più liquidi e gas, ma integra anche in un’unica piattaforma sia la stampa multimateriale vera e propria che tutti i trattamenti che precedono e seguono la fase di stampa. In questo modo, non solo consente l’uso di un’ampia gamma di materiali, tra cui organici, inorganici, metalli, ossidi metallici, elettronica organica e polimeri, ma anche la riduzione delle fasi del processo, eliminando l’asciugatura e facendo risparmiare così sia soldi che tempo.

In questo modo ‎anziché stampare unicamente oggetti, una stampante al plasma può produrre chip stampati su una superficie di vetro, rappresentando una soluzione potenzialmente rivoluzionaria per l’Internet delle Cose, consentendo ad esempio di realizzare parabrezza in vetro per le auto con dentro già tutto ciò che serve per le funzioni Head-Up Display. Ma non è tutto perché questa particolare stampante non ha problemi a funzionare anche in assenza di gravità‎, non a caso, tra gli ordini già ricevuti da Space Foundry ce n’è anche uno della NASA, fortemente interessata alla tecnologia.