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Startup italiane di successo: Fluentify

"Startup in Italiane di successo" questa settimana si occupa di Fluentify, una startup che ha creato una piattaforma web con sistema di videoconferenza che permette di migliorare le lingue straniere entrando in contatto con Tutor madrelingua attraverso sessioni individuali. Intervistiamo uno dei fondatori Matteo Avalle.

La rubrica è completamente dedicata alle nuove realtà imprenditoriali emergenti, ovviamente legate al mondo della tecnologia e del digitale. Con il numero zero Startup in Italia: la verità raccontata dai protagonisti ho cercato di introdurre l'argomento, intervistando un'esperta del settore nonché startupper, Gaia Costantino di Veespo.

Ogni settimana Tom's Hardware darà visibilità a una startup e il suo fondatore, nella speranza che altri giovani possano trarre ispirazione. E magari qualche business angel o venture capital si metta una mano sul cuore e un'altra al portafogli. Scrivetemi a dario.delia@tomshw.it.

Perché a 50 anni dalla morte di John Fitzgerald Kennedy c'è una frase del discorso del suo insediamento che è ancora carica valore e forza propulsiva. "Non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro paese".

Pronti. Partenza. Via!

Presentati

Mi chiamo Matteo Avalle e sono il responsabile dello sviluppo nel team di Fluentify! Ho 26 anni, ed ho studiato Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino fino a… beh, in realtà sto ancora studiando: dopo aver conseguito sia la laurea triennale che specialistica, infatti, ho iniziato un dottorato di ricerca che dovrebbe terminare tra un paio di mesi.

Negli anni ho approfondito le mie conoscenze nel campo della sicurezza informatica e delle applicazioni distribuite, sia tramite i miei studi che tramite esperienze lavorative. Studiare al Politecnico mi ha portato lontano (fino a poche settimane fa ero in California per un tirocinio), ma alla fine ho deciso di tornare qui in Italia per tentare la fortuna con Fluentify 🙂

Matteo Avalle

Presenta la tua startup

Fluentify è una piattaforma web con sistema di videoconferenza integrato che permette a chi vuole migliorare una lingua straniera (per ora solo inglese) di mettersi in contatto con Tutor madrelingua attraverso sessioni individuali da 30 minuti. Al giorno d’oggi le ultime grandi barriere rimaste sono quelle linguistiche. Per trovare lavoro, conoscere nuove culture, essere davvero liberi, è necessario padroneggiare almeno una lingua straniera. Fluentify permette di farlo.

Molti utenti si rivolgono ai nostri Tutor per preparare colloqui con società straniere o anche solo per superare prove attitudinali ed esami in lingua. Fluentify aumenta le possibilità di trovare lavoro e partire per una nuova avventura, all’estero o in Italia, padroneggiando correttamente una lingua straniera. É molto divertente, oltre che utile! Io stesso l'ho usato molto prima di partire per gli Stati Uniti, per abituarmi all'accento.

Fluentify è nato nel 2012 da un'idea di Giacomo ed Andrea, i due "commerciali" del nostro team: essendosi occupati da sempre solo di marketing, però, avevano bisogno di qualcuno con le conoscenze tecniche adeguate per realizzare la loro idea. Prima hanno contattato Claudio, il designer del nostro team, il quale a sua volta ha poi contattato me per lo sviluppo. Da lì si è susseguita un'interminabile serie di notti insonni che hanno portato alla realizzazione del sito così come lo vedete ora! 

Se vi interessano i dettagli un po' più "tecnologici", il sito utilizza la tecnologia WebRTC per fornire il servizio di videoconferenza, tecnologia di cui anche Tom's Hardware ha parlato in passato: tra l'altro, credo di aver scoperto dell'esistenza di questa tecnologia proprio tramite Tom's (ne sono da tempo un appassionato lettore)! La cosa carina di usare WebRTC é che possiamo offrire un servizio di qualità molto elevata senza chiedere agli utenti di installare alcunché: basta avere un browser compatibile, ed il gioco è fatto!

Fluentify

La più grande difficoltà che hai incontrato nello sviluppo del tuo progetto

Personalmente le difficoltà maggiori che ho incontrato sono arrivate dopo aver completato la prima versione del sito… in quanto sviluppatore speravo che una volta fatto "il lavoro grosso", il mio carico di lavoro si sarebbe ridotto, invece non è stato affatto così: tra bachi da sistemare e miglioramenti da implementare ho sempre avuto di che rimanere occupato. Il che è diventato un serio problema soprattutto quando ho iniziato il mio tirocinio oltreoceano. Per fortuna, al team di Fluentify si è aggiunto Alberto, un mio amico sviluppatore, che mi ha dato una mano a "reggere il ritmo", nonostante tutto!

Un consiglio per tutti gli startupper

Il consiglio principale che vi posso dare è quello di trovarvi un team "giusto", con collaboratori validi e magari formato da amici con cui siete disposti a trascorrere volentieri il vostro tempo! Anche se stiamo parlando di lavoro, sono convinto sia una cosa molto importante: in fondo il bello di essere uno startupper è l'avere la facoltà di crearsi il proprio posto di lavoro… per cui tanto vale faticare per crearselo il più piacevole possibile. È inoltre la cosa principale che vi farà andare avanti di fronte alle prime difficoltà: io stesso ho visto fallire diversi progetti solo a causa delle antipatie tra "colleghi".

Fluentify

Un errore da non fare

Pensate bene al nome della startup! Sembra un problema di poco conto, eppure noi abbiamo avuto parecchi grattacapi, per questo motivo. All'inizio, il nostro sito si chiamava blinguo.com. Sebbene questo nome a noi piacesse abbastanza, abbiamo presto scoperto a nostre spese che le persone anglofone lo trovavano difficilissimo da pronunciare e soprattutto da scrivere correttamente dopo averlo ascoltato. Questo avrebbe reso praticamente impossibile sfruttare il passaparola per rendere conosciuto il nostro sito al di fuori dell'Italia. Noi ce ne siamo accorti ed abbiamo provveduto cambiando il nome in Fluentify, ma solo perché, per fortuna, alcuni nostri amici anglofoni ce l'hanno fatto notare! 

Cosa cambiare in questo paese per favorire le startup

Penso che su questo punto non sarò molto originale: le cose da cambiare sono note a tutti, solo la classe politica sembra non ascoltare i bisogni dei cittadini. Per prima cosa sarebbe importante incentivare per davvero gli investimenti in progetti innovativi con sgravi fiscali. I piani SEIS e EIS del governo inglese sono un ottimo esempio: non a caso Londra è diventato uno dei principali hub mondiali per le startup.

Ridurre la burocrazia e la pressione fiscale. Per fare qualsiasi cosa in Italia c’è bisogno compilare moduli, chiedere permessi, pagare tasse e balzelli. Un labirinto che fa venire il mal di testa anche agli esperti, figuriamoci a chi si è appena affacciato sul mondo dell’imprenditoria. In generale, bisognerebbe rendere il paese più attrattivo agli investitori stranieri. 

Tre motivi per continuare a fare impresa e credere nel Made in Italy

1) Il Made in Italy ci offre un incredibile vantaggio competitivo rispetto all’estero. In molti settori, il solo fatto di essere italiani dà una credibilità imbattibile. "Made in Italy" è probabilmente uno dei brand più preziosi al mondo: sta a noi preservarlo e renderlo duraturo nel tempo.  

2) Nonostante la superpotenza della finanza, il motore dell'economia restano senza dubbio le imprese. Sono le aziende a creare lavoro e ricchezza, a muovere i capitali. Non dobbiamo dimenticarci che le startup non sono altro che aziende "neonate", che un giorno potrebbero diventare i nuovi pilastri dell’economia.

3) Perché nonostante tutti i problemi ed ostacoli che in quanto italiani abbiamo nel fare impresa, rimaniamo una delle principali potenze mondiali. In molti settori siamo addirittura leader. Questo dimostra quanto gli italiani abbiano una chiara propensione al fare impresa che non può andare persa!

Puntate precedenti:

Startup italiane di successo: JobYourLife

Startup italiane di successo: Mangatar

Startup in Italia: la verità raccontata dai protagonisti