Spazio e Scienze

Buchi neri e Universi neonati. Per Hawking l’Universo è un neonato dal grande futuro


Buchi neri e universi neonati. Riflessioni sull’origine e il futuro del cosmo
Genere
Divulgazione Scientifica
Formato
Copertina flessibile
Autore
Stephen Hawking
Editore
BUR Rizzoli
Collana
Superbur scienza

Se capisci come funziona l’universo, in un certo senso lo controlli

Si può spiegare l’emozione che procurano la Scienza e l’Universo? Stephen Hawking ci è riuscito alla grande con questo libro, che un appassionato di Scienza non può ignorare.

Ho iniziato a leggere questo libro aspettandomi una trattazione simile a quella di “Buchi neri e salti temporali” di Kip Thorne, mi sono ritrovata con qualcosa di molto, molto meglio. È quello che succede quando si sfogliano dall’ereader le proposte automatiche e si compra a sensazione, perché il titolo ispira e l’autore è semplicemente una garanzia. E meno male che è successo, perché è un libro che non mi aspettavo e mi ha sorpreso.

Chi ha letto gli altri libri di Hawking sa benissimo qual è il suo stile: asciutto, pungente appena ce n’è l’occasione, con quell’ironia british che non nasconde mai. Però sono anche un po’ freddi. Quando ho iniziato a leggere Buchi neri e Universi neonati invece ho scoperto che è in buona parte un’autobiografia che avvicina il lettore comune – come me – al grande scienziato, facendogli scoprire una persona come tante, nata in una famiglia non agiata, con dubbi, incertezze e svogliatezze comuni, e con quei problemi di salute (di cui parla in prima persona nel sesto capitolo) che ben conosciamo che hanno cambiato molto il seguito della storia.

Quando ci si trova dinnanzi alla prospettiva di morire molto presto, ci si rende conto che la vita merita di essere vissuta e che ci sono molte cose che si ha voglia di fare.

Il secondo elemento che ho apprezzato moltissimo è che il libro è una collezione di scritti di Hawking, datati fra il 1976 e il 1992 e preparati in origine per interventi pubblici e conferenze in occasione di vari eventi. Questo permette al lettore di cogliere il filo sottile ma palpabile dei cambiamenti che sono intercorsi nel corso della vita di Hawking, spinti dalle condizioni di salute, dagli avvenimenti familiari, da quello che accadeva nel mondo scientifico e nel mondo in generale.

Mi ha fatto sorridere la parte in cui Hawking scrive che sperava di avere Fred Hoyle come supervisore a Cambridge invece gli assegnarono “un tale di nome Dennis Sciama, che non avevo mai sentito nominare”. Un “tale” di cui ho letto spesso nei libri che vi segnalo perché fu uno dei maggiori esperti internazionali di astrofisica e cosmologia, che un giovane Hawking ancora indeciso su quello che voleva fare da grande non conosceva.

Un Hawking che però è diventato ben presto consapevole del suo ruolo, delle sue conoscenze e di come fare leva sul pubblico per attirare l’interesse. È particolarmente significativa la parte in cui parla proprio del pubblico, e in cui ho ritrovato molti dibattiti che ho letto nei commenti alle notizie scientifiche: “se accettiamo l’idea che non si può impedire alla scienza e alla tecnologia di modificare il nostro mondo, si può almeno tentare di assicurare che i mutamenti siano nelle direzioni giuste. In una società democratica, ciò significa che l’opinione pubblica ha bisogno di avere una comprensione di base della scienza, per poter prendere decisioni con cognizione di causa […]“. Il discorso è molto più ampio nella sua prosecuzione e vale la pena di leggerlo e di fermarsi a rifletterci sopra, perché è tremendamente attuale. Anzi, diventa sempre più attuale man mano che la comunità scientifica è sempre più incline a diffondere i risultati del suo lavoro.

StephenHawking

Un altro aspetto molto importante di questo libro è la varietà degli argomenti, dall’origine dell’Universo ai buchi neri, alla meccanica quantistica passando per la questione religiosa, fino ad arrivare al futuro dell’Universo. Certo, vista la datazione non ci sono le teorie dell’ultimo minuto, ma a mio modesto parere il modo con cui Stephen Hawking parla dell’Universo è talmente carico di significati e di passione che il resto passa in secondo piano. Per l’ultima teoria ci sono tante fonti e tante notizie scritte da chiunque a cui attingere, per la meraviglia che è capace di mettere Hawking davanti agli occhi del lettore c’è solo Hawking.

Volevo sondare le profondità remote dell’universo. Forse ci sono riuscito in piccola parte, ma ci sono ancora moltissime cose che desidero sapere.

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