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Stop ai goal fantasma in Premier League, l’Italia fa spallucce

La Premier League di calcio, la massima serie inglese, adotterà dalla prossima stagione 2013/2014 la tecnologia sulla linea di porta per prevenire episodi di goal fantasma. Si tratta di un passaggio importante per l'intero movimento calcistico, perché segna l'introduzione di un apparato tecnologico in grado di coadiuvare il lavoro degli arbitri e dei suoi assistenti, purtroppo non sempre impeccabile.

A fornire il sistema lungo i 380 match della Barclays Premier League sarà Hawk-Eye. L'omonima tecnologia, che in italiano è chiamata "occhio di falco", è già usata in altri sport come il tennis, dove verifica nei casi limite se la pallina ha varcato la linea di fondo uscendo dal campo oppure no. Il sistema di telecamere sarà installato nei vari stadi in prossimità dell'inizio della stagione e sarà pronto per la prima giornata che si terrà il 17 agosto.

"La Premier League è da tempo sostenitrice della tecnologia sulla linea di porta. Sembrava non sarebbe stato possibile introdurla", ha detto l'amministratore delegato della Premier League, Richard Scudamore. "Poiché la FIFA ha deciso di consentirne l'installazione, abbiamo lavorato duro per ottenere un sistema non appena fosse materialmente pronto".

"Il calcio è fondamentalmente un gioco semplice, la squadra che segna più gol vince. Perciò quando un team segna, oppure no, e abbiamo la capacità attraverso la tecnologia di sapere definitivamente se la palla ha attraversato la linea, dobbiamo assolutamente usarla", ha concluso Scudamore, ricordando che chi gestisce le competizioni dovrebbe "far di tutto per assicurare che le decisioni prese siano il più corrette possibili". Tra l'altro il sistema di Hawk-Eye permetterà alle emittenti TV di avere a disposizione dei replay, e i vertici della Premier League stanno pensando di riprodurre le immagini sui mega-schermi presenti all'interno degli stadi.

E in Italia, quando vedremo la tecnologia sui campi di calcio? Il Presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha affermato pochi giorni fa che "in questo momento non si sente una particolare esigenza", aggiungendo di preferire gli arbitri di porta, che hanno svolto a suo dire un ottimo lavoro. "Siamo partiti con gli arbitri addizionali nella stagione 2012-2013 e, per quello che è oggi il riscontro, non c'è necessità di individuare il mezzo tecnologico".

Sì, caro Abete, vallo a dire a Sulley Muntari e al Milan – solo per fare un esempio. La prima volta che vedremo la tecnologia all'opera sarà alla Confederation Cup, che si terrà in Brasile questa estate. Speriamo che questo primo esperimento possa riaccendere il dibattito anche nel nostro paese, dove troppi campionati si sono risolti a favore di una o l'altra squadra per sviste arbitrali. Anche perché a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.