Spazio e Scienze

Su Marte c’era l’ossigeno, anche l’Europa manda un rover

La differenza fra i meteoriti marziani e le rocce esaminate dal rover Spirit può essere spiegata solo se Marte avesse avuto un'atmosfera ricca di ossigeno 4 miliardi di anni fa. È questa la conclusione a cui sono approdati gli scienziati della Oxford University, che hanno studiato la composizione dei meteoriti marziani ritrovati sulla Terra con i dati provenienti dal rover della NASA Spirit, che ha esaminato le rocce superficiali nel cratere Gusev. 

Le rocce di superficie sono cinque volte più ricche in nickel rispetto ai meteoriti. Appurato che sia i campioni dei meteoriti sia i prelievi dalla superficie vulcanica sono originati da Marte, gli scienziati hanno accertato che "le rocce di superficie vengono da un ambiente più ricco di ossigeno, probabilmente causato dal riciclo di materiali ricchi di ossigeno dall'interno", ha spiegato il professor Bernard Wood del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Oxford.

C'era ossigeno sul Pianeta Rosso

Il risultato "è sorprendente, perché mentre i meteoriti sono geologicamente giovani, da 180 a 1400 milioni di anni, il rover Spirit ha analizzato una parte molto vecchia di Marte, che risale a più di 3700 milioni di anni fa".

I ricercatori ritengono che le differenze siano frutto di un processo noto come subduzione – in cui il materiale viene riciclato verso l'interno. In sostanza suggeriscono che la superficie di Marte sia stata ossidata molto presto nella storia del pianeta e che, attraverso la subduzione, questo materiale ricco di ossigeno sia stato portato verso l'interno del Pianeta e quindi di nuovo in superficie durante le eruzioni di 4000 milioni di anni fa. 

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I meteoriti, al contrario, sono rocce vulcaniche molto più giovani e per questo meno sensibili al processo indicato. Il Professor wood ha quindi concluso che "Marte aveva un'atmosfera ricca di ossigeno circa 4000 milioni di anni fa, ben prima che l'atmosfera ricca di ossigeno si formasse sulla Terra, circa 2500 milioni di anni fa". Inoltre, "considerato che è il processo di ossidazione a conferire a Marte il suo colore distintivo, è probabile che il pianeta rosso fosse bagnato".

Le scoperte a cui stanno portando i rover della NASA sono sempre più interessanti, tant'è che anche l'Europa sta progettando di inviarne uno nel 2019. Come Curiosity cercherà segni di vita raccogliendo campioni di terreno anche sotto la superficie. Il rover dell'ESA sarà capace di fare perforazioni a una profondità maggiore di Curiosity. In profondità c'è una maggiore probabilità di trovare segni di vita.

Il rover si muoverà a circa 300 metri al giorno sfruttando sia l'energia solare sia la batteria integrata e comunicherà con la Terra una volta o due volte al giorno. L'Agenzia spaziale europea ha firmato un contratto da 300 milioni di dollari con una società privata per la costruzione dei componenti che saranno impiegati in una missione che partirà nel 2016, fra cui un satellite che monitorerà l'atmosfera alla ricerca di gas. Il rover atterrerà tre anni dopo e per realizzarlo saranno necessari altri fondi non ancora raccolti.

Oltre tutto la NASA ha annullato la missione ExoMars a causa dei tagli di bilancio. Per questo il rover dell'Agenzia spaziale europea sarà equipaggiato anche con uno strumento di analisi del suolo costruito dalla NASA.