e-Gov

SugarDaddy: uno sguardo al contratto online

Logo Diritto Informatica

Nella miriade di servizi presenti sul web, hanno fatto da subito molto clamore i c.d. “siti di incontri”, ormai diffusi in centinaia e sempre più utilizzati. Anche per questo settore, da un iniziale approccio di diffidenza, si è passati ad un uso sempre più comune, motivo per il quale anche queste piattaforme hanno puntato – per distinguersi da quelle simili – ad una sempre maggiore personalizzazione dei servizi resi.

Uno dei siti di incontri online più discusso ultimamente è il famoso sito sugardaddy.it, noto per la sua peculiarità di rivolgersi ad un pubblico ben definito: “sei un uomo soddisfatto della tua vita e professionalmente realizzato ma ti senti solo? Sei una donna ambiziosa e stufa di giovani superficiali e mammoni?”. Questo è quanto si legge accedendo alla pagina del sito web in questione.

Andiamo quindi a capire meglio come funziona dal punto di vista giuridico questo sito di incontri e, soprattutto, quali potrebbero essere gli aspetti critici nell’offerta di servizi presentata da SugarDaddy.

SugarDaddy traduzione:  come funziona?

L’utilizzo del sito è molto semplice :

  • l’utente può utilizzare diversi canali, come il sito stesso o l’applicazione ad esso collegata, per creare un proprio account personale;
  • una volta creato l’account, l’utente potrà scegliere quale tipologia di abbonamento vuole sottoscrivere, in base alle sue preferenze, e al contempo selezionare un metodo di pagamento per lo stesso;
  • da quel momento, l’utente potrà usufruire dei servizi connessi al suo pacchetto.

Come accade sempre con i servizi online, non bisogna però farsi ingannare dalla velocità e dall’immediatezza con cui si può godere dei servizi offerti: siamo sicuri di essere consapevoli delle condizioni contrattuali che stiamo accettando?

Molto spesso, infatti, scegliere e pagare un servizio offerto tramite un contratto online può confondere l’utente sulla natura degli impegni assunti dalla sottoscrizione di un vero e proprio contratto tradizionale, con tutte le possibili conseguenze del caso.

Le condizioni di utilizzo del servizio e i limiti posti dalla piattaforma: SugarDaddy Italia

Vi sono due aspetti fondamentali da tenere in considerazione quando si accede e ci si iscrive ad un sito come sugardaddy.it: da un lato, i terms and conditions imposte dal sito, dall’altro, le possibili conseguenze che potrebbero derivare se si verificassero delle problematiche connesse all’utilizzo dei servizi disciplinati da queste condizioni attraverso, ad esempio, chi volesse utilizzarlo per scopi malevoli.

Cosa succederebbe, infatti, se dall’utilizzo della piattaforma l’utente subisse un danno e volesse rifarsi nei confronti della piattaforma?

Per questa ipotesi le condizioni generali prevedono l’applicabilità della legge francese o svizzera, non tenendo in considerazione la posizione di naturale soccombenza in cui verte l’utente.

Una naturale conseguenza? Molto probabilmente l’utente potrebbe essere disincentivato a procedere per vie legali e così – con altrettanta probabilità – sugardaddy.it non sarebbe chiamato a rispondere delle proprie eventuali condotte.

Certo è che la piattaforma, in linea generale, prevede divieti e limiti stringenti per l’utilizzo della stessa, soprattutto per quanto riguarda i contenuti illeciti. Allo stesso tempo però potrebbero non esservi garanzie di controllo e di tutela su possibili conseguenze negative per l’utente: ad esempio, all’art. 13 delle Condizioni Generali è previsto che “l’iscritto riconosce e accetta che la divulgazione delle informazioni sul Sito è di sua esclusiva responsabilità, e rinuncia a qualsiasi pretesa” articolo che desta non poche perplessità.

Da questi esempi, quindi, si intuisce come alcuni aspetti legati all’utilizzo di questa piattaforma potrebbero mettere l’utente nella posizione di assumersi potenziali rischi a suo discapito, oltre a condizioni poco vantaggiose per quanto riguarda un eventuale tentativo di difesa delle proprie pretese anche se molte di tali stesse clausole potrebbero in realtà risultare nulle se impugnate innanzi ad un giudice competente.

Profili di criticità: la tutela dei minori e i possibili illeciti

Come molte piattaforme online, tra cui TikTok – al centro di un polverone mediatico per le accuse ricevute di dare poca attenzione al tema dei minori – una delle criticità che sembra essere ancora difficile da superare riguarda la verifica dell’età degli iscritti al sito. Il tema è ancor più delicato se si pensa alla tipologia di servizi offerti sul sito sugardaddy.it!

I c.d. meccanismi di “age verification” risultano essere ancora assai lontani dal poter essere considerati strumenti sicuri e che effettivamente garantiscano un controllo sull’età dei possibili soggetti iscritti sul sito.

Questo profilo di incertezza determina sicuramente situazioni di rischio per soggetti considerabili per natura più fragili ed esposti alle potenziali insidie del mondo del web. Infatti, nonostante la platea a cui è rivolto il servizio di sugardaddy.it sia composta per metà da “giovani donne”, questo non deve trarre in inganno e non deve fuorviare rispetto ai limiti entro cui ciò è concesso.

La maggiore età, infatti, è presupposto necessario e l’assenza di un controllo preliminare sicuro potrebbe sicuramente prestare il fianco a situazioni pericolose, che potrebbero eventualmente anche sfociare in veri e propri reati. Peraltro, il sito, all’art. 14 delle Condizioni Generali, offre la possibilità agli utenti di notificare eventuali contenuti illeciti presenti e/o veicolati da sugardaddy.it.

Questo però potrebbe non garantire uno standard di tutela sicuro e gli utenti potrebbero trovarsi in situazioni assai spiacevoli, soprattutto se minori. Tale controllo effettuato dalla piattaforma che apparentemente pare molto blando non potrebbe certamente essere scusato con l’esimente di dare la colpa all’algoritmo, tema che in passato abbiamo già trattato in più occasioni.

Altre possibili ipotesi “a rischio”

Altro aspetto assai delicato riguarda la potenziale assimilazione di piattaforme come sugardaddy.it a strumenti che potrebbero assecondare lo sviluppo di attività illecite, quali, ad esempio, l’induzione o il favoreggiamento alla prostituzione.

Come precisato più volte anche dalla giurisprudenza, “la sessualità è uno degli essenziali modi di espressione della persona umana e il diritto di disporne liberamente è senza dubbio un diritto soggettivo assoluto”, ma il timore che piattaforme che agevolano incontri, mediante meccanismi di abbonamento, possano essere utilizzata da terzi per portare avanti queste ipotesi delittuose è tutt’ora presente.

Ovviamente, tutte queste problematiche sono comuni a molte realtà online e il controllo preventivo su tutti i contenuti presenti su queste piattaforme è impresa assai ardua, oltre che non richiesta ai fornitori di tali servizi.

Conclusioni

I dubbi e le criticità legati all’utilizzo di queste piattaforme di sicuro permangono, ma – come spesso accade nel mondo del web – la consapevolezza dei rischi e la scelta di comportamenti sicuri sono la chiave per continuare ad usufruire delle numerose opportunità offerte da questi siti. Se questo è anche il vostro caso e doveste avere dubbi o voleste una consulenza al riguardo da professionisti del settore, vi consigliamo di contattare il nostro partner Studio Legale FCLEX.