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Spazio e Scienze

Tecnologia italiana alla ricerca di esopianeti abitabili

La missione PLATO dell'Agenzia Spaziale Europea avrà a bordo tecnologia italiana. Tahles Alenia Space sarà infatti partner per la missione ESA che dovrebbe prendere il volo nel 2026 e dovrebbe avere una durata programmata di quattro anni e mezzo. Il primo contraente è l'azienda tedesca OHB, ma Thales Alenia Space si occuperò dell'avionica e dell'integrazione del modulo di servizio (SVM). 

Thales Alenia Space metterà a disposizione la sua decennale esperienza nello sviluppo e nei test di avionica satellitare, a partire dalle specifiche iniziali delle apparecchiature per arrivare fino ai banchi di prova e alla fase di assemblaggio, integrazione e test. Il banco di prova sarà gestito presso la struttura di Cannes di Thales Alenia Space.

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"Siamo lieti di supportare OHB System AG nello sviluppo e nell'assemblaggio di questo nuovo satellite scientifico per l'ESA" dichiara Donato Amoroso, Deputy CEO di Thales Alenia Space e CEO di Thales Alenia Space Italia. "Il programma PLATO beneficerà di tutta la nostra competenza in fatto di avionica, già implementate nelle nostre linee di prodotti satellitari per l'osservazione della Terra e delle telecomunicazioni, così come delle conoscenze acquisite attraverso il nostro lavoro in altre missioni come Herschel-Planck ed Euclid".

Che cos'è PLATO

PLATO, acronimo di PLAnetary Transits and Oscillations of stars, è la terza missione scientifica dell'ESA nell'ambito del programma Cosmic Vision 2015-25 e ha l'obiettivo di esplorare i pianeti extrasolari alla ricerca di una destinazione in grado di ospitare la vita umana in futuro.

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La sonda spaziale sarà equipaggiata con un array di 34 piccoli telescopi, al posto di una sola lente o specchio. Verranno impiegate macchine fotografiche di alta qualità, e ci sarà il vantaggio di poter scrutare continuamente lo Spazio, senza l'interruzione del sorgere del Sole, o le sfocature causate dall'atmosfera terrestre. Questo permetterà a PLATO di individuare pianeti più piccoli della Terra e con una distanza dal loro Sole simile a quella Terra-Sole. A differenza di precedenti missioni, PLATO si concentrerà su questi pianeti, che dovrebbero assomigliare di più a quelli del Sistema Solare.

PLATO monitorerà circa un milione di stelle relativamente vicine, cercando minuscole e regolari diminuzioni di luminosità dovute al transito di pianeti in orbita attorno a loro. Inoltre studierà l'attività sismica nelle stelle, e consentirà di caratterizzarne massa, raggio ed età. Le misure di PLATO consentiranno anche di calcolare la massa e il raggio di un pianeta, quindi la sua densità, fornendo un'indicazione di massima circa la sua composizione.

Da sottolineare l'intreccio del lavoro di Plato con quello di Gaia, il satellite che sta censendo le stelle della Via Lattea determinandone posizione e tipologia con accuratezza mai raggiunta prima. Giampaolo Piotto dell'Università di Padova e membro del gruppo scientifico della missione ha sottolineato che "Plato indicherà quali tra queste stelle potranno ospitare sistemi solari simili al nostro".

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PLATO sarà lanciato a bordo di un razzo Soyuz dallo spazioporto europeo di Kourou e opererà dal punto di Lagrange L2, a circa 1,5 milioni di km oltre la Terra vista dal Sole.


Tom's Consiglia

Se non vedete l'ora che venga trovato un pianeta abitabile fuori dal Sistema Solare, informatevi su quello che fanno gli scienziati per trovarlo, leggendo il libro Alla ricerca di una nuova Terra. Esopianeti, esplorazioni spaziali e vita extraterrestre di Stuart Clark.