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Telecamere Facebook alla Polizia, per addestrare l’AI a rilevare la violenza nei video

Facebook ha confermato che fornirà gratuitamente alla polizia inglese e statunitense una serie di telecamere indossabili che possano consentire in fase di addestramento di registrare immagini da dare in pasto alle sue piattaforme di intelligenza artificiale. Questa operazione dovrebbe consentire di affinare la capacità di rilevamento di azioni violente e con armi nei video.

Insomma, si prospetta come un impegno per rispondere alle critiche conseguenti all’attentato di Christchurch. Ai tempi Facebook venne accusata di non aver fatto abbastanza per impedire la diffusione della live dell’attentatore e la sua condivisione.

La polizia del Regno Unito impiegherà, come spiega il Financial Times, le videocamere di Facebook solo durante le attività di addestramento con armi da fuoco, non certo sulle normali strade. Il materiale raccolto poi consentirà di addestrare i suoi sistemi di moderazione per “identificare rapidamente i filmati reali in prima persona di casi di sparatorie e procedere a rimozione dalla piattaforma”.

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Nel caso di Christchurch e le 1,5 milioni di condivisioni, Facebook ha dichiarato di non essere riuscita a intervenire con i sistemi automatici perché non aveva abbastanza contenuti “raffiguranti filmati in prima persona di eventi violenti” per l’addestramento della tecnologia di apprendimento automatico.

“La tecnologia che Facebook sta cercando di creare potrebbe aiutare a identificare gli attacchi di armi da fuoco nelle loro prime fasi e potenzialmente aiutare la polizia di tutto il mondo nella risposta a tali incidenti”, ha affermato Neil Basu, agente di polizia antiterrorismo del Regno Unito.

“La tecnologia che interrompe automaticamente lo streaming live degli attacchi una volta identificati, contribuirebbe in modo significativo a prevenire la glorificazione di tali atti e la promozione delle ideologie tossiche che li guidano“.

I video delle sessioni di addestramento saranno forniti anche al Ministero degli Interni e potenzialmente anche ad altre società intenzionate a sviluppare tecnologie di monitoraggio.