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TIM, Google Assistant consente il pagamento di ricariche e fatture

TIM è ufficialmente il primo operatore in Italia ad aver attivato la possibilità di ricarica e pagamenti delle fatture in modalità vocale tramite Google Assistant. In pratica è sufficiente disporre di dispositivi Android – compresi gli smart speaker Google Home e Home Mini, oppure iPhone o iPad per gestire ogni operazione di pagamento legata alle linee fisse e mobili. Il tutto con addebito su carta di credito o PayPal.

È sufficiente pronunciare “Ok Google, parla con TIM” per controllare in qualsiasi momento l’importo del credito residuo, lo stato delle offerte, o chiedere informazioni sulla propria fattura di casa. Ad esempio: “Ok Google, chiedi a TIM il mio credito residuo”, 2Qual è lo stato della mia offerta”, “Voglio ricaricare”, etc.

Insomma, si tratta di un potenziamento dei servizi informativi che fa il pari con le ultime novità introdotte sulla pagina ufficiale online di TIM e sull’app MyTIM lo scorso ottobre.

In questo modo Google Assistant diventa davvero un tuttofare: non solo impostare sveglie, fornire informazioni sul traffico, riprodurre musica, attivare dispositivi smart home, ma anche semplificare la gestione delle bollette.

Ricaricare la propria SIM con Google Assistant, la nostra prova

Abbiamo colto l’occasione per testare questa nuova funzionalità sul campo, ricaricando una delle nostre SIM attraverso Google Assistant. La procedura messa a punto da TIM è estremamente intuitiva e, come detto in apertura, basta avere a disposizione un dispositivo su cui poter installare l’assistente dell’azienda di Mountain View e l’applicazione ufficiale dell’operatore telefonico.

Avviato Google Assitant bisogna pronunciare “parla con TIM”. L’assistente mette a disposizione diverse opzioni, così come potete osservare nel primo screen. In questo caso abbiamo selezionato la voce “ricarica” e a questo punto viene avviata automaticamente l’applicazione MyTIM – per cui è necessario averla installata sul dispositivo da cui si sta operando e, ovviamente, avere un account attivo.

La procedura continua comunque con Google Assistant. Viene richiesta la scelta tra quattro tagli di ricarica: 10, 15, 25 e 50 euro. Una volta effettuata la scelta, l’assistente richiede il metodo di pagamento con cui si vuole portare a termine la transazione. È possibile utilizzare una carta di credito o un conto PayPal e, nel caso siano già impostati sul proprio smartphone, verranno automaticamente proposti come scelta. In alternativa, è possibile impostare il tutto al momento e manualmente, magari per ogni transazione.

Ultimato questo passaggio, compare un riepilogo dell’ordine (così da assicurarsi che tutti i dati siano corretti) e, successivamente, il pulsante “effettua ordine” per completare la procedura di ricarica. Tutto molto semplice e perfettamente integrato con Google Assistant, con un importante aspetto da sottolineare: tutte le azioni per le quali compare un apposito pulsante possono comunque essere effettuate con la voce. Un’opzione da non sottovalutare, soprattutto per gli utenti che possono avere difficoltà nei movimenti.

Google Home Mini è disponibile in offerta da Unieuro. Lo trovate a questo link.