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TIM mette nel sacco Enel Open Fiber, mossa inaspettata

TIM realizzerà una nuova società che si occuperà di coprire in FTTC le aree in digital divide dei cluster C e D. Praticamente quelle dei bandi Infratel.

TIM ha lanciato un nuovo guanto di sfida alla concorrenza: darà vita a una nuova società "dedicata esclusivamente" allo sviluppo di nuove reti in fibra nelle aree in digital divide (cluster C e D).In pratica entrerà in competizione con Enel Open Fiber, ma impiegando capitali privati invece che pubblici. Com'è risaputo la controllata di Enel si è aggiudicata tutti i lotti del primo bando Infratel ed è probabile che vinca anche la seconda tornata – prevista entro l'estate.

TIM
Architettura di rete

TIM vuole puntare sulle stesse "aree bianche" (o rurali) mettendosi a caccia di un socio finanziario. Il partner, che sarà scelto nei prossimi mesi, deterrà la maggioranza della nuova società. A quel punto è previsto che vengano raggiunti in anticipo tutti gli obiettivi di copertura ultra-broadband del paese. Si parla infatti di un 95% della popolazione raggiunto da servizi fibra entro il primo semestre 2018 e un 99% entro il 2019 grazie al "contributo di tecnologie wireless". 

Enel Open Fiber Italia
Enel Open Fiber Italia

"Per realizzare questa infrastruttura la nuova società utilizzerà le migliori tecnologie disponibili sul mercato con architetture FTTC fino a 300 megabit/s.", puntualizza sulla nota ufficiale TIM. "I comuni interessati dal progetto sono oltre 6 mila e saranno collegate oltre 7 milioni di abitazioni. La società offrirà a tutti gli operatori servizi di connessione wholesale, garantendo parità di trattamento".

Ieri, Il Consiglio di Amministrazione avrebbe dovuto esaminare e approvare la relazione finanziaria annuale (al 31 dicembre 2016) senza colpi di scena. Invece l'incontro si è trasformato in un momento di rilancio. Le telco concorrenti devono essere state colte di sprovvista e soprattutto l'AGCOM dovrà affrontare il tema delicatissimo delle tariffe all'ingrosso. TIM ha perso il ricorso depositato al TAR proprio su questo tema, in relazione ai regolamenti dei bandi Infratel.

Leggi anche: Bandi Infratel, TIM ha perso il ricorso al TAR

L'ex monopolista sosteneva che il modello di tariffazione scelto avrebbe creato problemi di concorrenza. Adesso, con la decisione di impegnarsi nelle stesse aree che si è aggiudicata Open Fiber, si aprirà sicuramente un contenzioso. Quali tariffe all'ingrosso dovrà o potrà applicare TIM? Le stesse di oggi (stabilite dall'AGCOM) o quelle nuove per Open Fiber (stabilite dall'AGCOM)?

In secondo luogo per Open Fiber si pone un problema di tempistica. Il suo piano industriale prevede la copertura di 250 città entro il 2021, con le prime 20 già cablate entro i primi mesi del 2018. Considerato che in molti casi parte praticamente da zero, rischia che TIM fornisca servizi 100, 200 o 300 Mbps in netto anticipo. E che la preceda anche sul mercato all'ingrosso, facendo da fornitore agli altri provider.

Insomma, si prospetta una guerra di posizione sul territorio. Per una volta a vantaggio dei consumatori.