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TNT Village ha chiuso. FAPAV lo considerava un portale pirata

La Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali ha espresso soddisfazione per la recente chiusura di TNT Village, che ha definito come “una delle principali piattaforme italiane di condivisione file torrent” dedite ad attività “illecita”.

In verità TNT Village, in 15 anni di attività, ha rappresentato qualcosa di più per il panorama italiano: non solo un motore di ricerca per i file P2P, ma anche una community e un progetto politico di riforma del copyright.

Il fondatore Di Liberto – per altro capolista alle europee del Partito Pirata italiano – ieri ha deciso di fare un passo indietro. “Purtroppo su decisione di Di Liberto, non imputabile alla nostra volontà e con estremo rammarico, vi informiamo che il sito e il forum sono chiusi”, si legge nella pagina web di TNT Village. “Se sei uno smanettone, potresti essere interessato a scaricare QUESTO”. Il riferimento finale è a un file dump che dovrebbe consentire di accedere alle opere segnalate sulla piattaforma.

Ad ogni modo negli anni vi sono state denunce da parte di Eagle Pictures, RAI Cinema e AIE, sanzioni per violazioni delle norme sul copyright, attacchi informatici, ma l’associazione Scambio Etico collegata al progetto ha sempre cercato di portare avanti una proposta normativa alternativa a quella attuale. Ad esempio suggerendo che ogni diritto di esclusiva sui contenuti protetti fosse limitato nel tempo. Magari mesi, ma certamente non anni.

“Il sito, tra i più visitati in Italia per quanto riguarda la condivisione e fruizione di opere illecite, metteva a disposizione oltre 134.000 contenuti tra cui film, serie, anime, e-book e software, generando danni considerevoli per tutta l’industria culturale”, ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale FAPAV. L’associazione aveva stimato “oltre 2.900 i releaser attivi nel caricare illecitamente i contenuti sul forum” e “quasi 6 milioni di visite al mese”.

Insomma per il segretario FAPAV “è intollerabile che portali di questo tipo possano operare nell’illegalità andando a depauperare un settore strategico per il nostro Paese come l’industria culturale, contraendo gli investimenti futuri e il tessuto occupazionale”.

“Ci auguriamo che la decisione del fondatore di TNT Village sia effettiva e definitiva e che non vengano riproposte attività di questo tipo in futuro. In caso contrario la FAPAV sarà in prima linea per contrastare ogni tipo di iniziativa illecita intrapresa a danno dell’industria”.