Tecnologia

Tour de France, telecamere termiche contro i motori nascosti

Il doping nello sport è ormai una realtà assodata da decenni e ovviamente i controlli per arginare il fenomeno e rendere sempre più difficile agli atleti imbrogliare sono in continua evoluzione, tanto che, in alcune specialità, gli imbroglioni stanno sviluppando soluzioni nuove: se non si possono "truccare" gli atleti, in certi casi si possono provare a truccare gli strumenti: ad esempio, nel ciclismo, le bici.

Per questo motivo nelle scorse ore l'UCI (Union Cycliste Internationale), l'organo di governo internazionale del ciclismo, a poca distanza dall'inizio del prestigioso Tour de France ha annunciato che i commissari saranno in grado di effettuare tra i 3000 e i 4000 controlli con telecamere termiche per scoprire l'eventuale utilizzo di motori nascosti nei telai delle biciclette.

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Le telecamere termiche sono state create dalla Commissione per l'energia atomica e per le energie alternative su richiesta del governo francese e possono essere montate sulla parte posteriore di una moto o poste su un lato del percorso di gara.

L'UCI inoltre ha fatto sapere che impiegherà anche altri protocolli di prova "non prevedibili", compresi i controlli manuali delle biciclette e scansioni magnetiche, per garantire che gli atleti al Tour de France non si prendano un vantaggio sleale.

L'evenienza del resto non è poi così remota visto che proprio all'inizio di quest'anno durante il Campionato Mondiale di cyclocross sono stati trovati nascosti nel telaio della bici dell'atleta belga Femke Van den Driesshe un motore e una batteria. Un ritrovamento che è costato alla Driesshe sei anni di squalifica, la perdita di tutti i titoli e una multa di 20569 dollari.