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TV locali contro il beauty contest: vogliono 5 miliardi

Le TV locali stanno tentando di far saltare il beauty contest che assegnerà nuove frequenze per la TV digitale terrestre.  Il Comitato Radio TV Locali si è rivolto infatti al Presidente della Repubblica, alla Giustizia Amministrativa e alla Corte Costituzionale – sempre che non intervenga prima la magistratura penale come prevedono.

TV locali in difficoltà

È anticostituzionale, fa chiudere almeno 200 TV locali e lo Stato ci rifonderà per danni più di quanto incassato”, si legge nel comunicato ufficiale. “Ci siamo sempre chiesti: ma perché il governo ce l’ha con noi? La risposta è arrivata alla fine dello scorso anno con la legge di stabilità dove, a cominciare dall’articolo 8 (l’esproprio delle nostre frequenze è tra le prime 10 priorità dell’agenda del Governo Berlusconi!), ha deciso di vendere (all’asta) alle società di telecomunicazioni le frequenze dall’UHF 61 al 69 occupate dalle TV Locali (il cosiddetto dividendo digitale esterno)”. 

Si parla da tempo di un indennizzo per chi consegnerà spontaneamente la frequenza prima dell’assegnazione, ma secondo le TV locali sarà irrisorio. Ed effettivamente con la nuova spartizione dei ricavi generati dall’asta frequenze LTE non si è sentito parlare più di quei fatidici 400 milioni di euro.

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Le TV locali si interrogano poi sui motivi per cui non siano state “espropriate in proporzione anche le frequenze delle TV nazionali”.

“Che, si badi, non è vero, come cercano di far credere, che sono residuate (le vecchie frequenze, NdR.) grazie al cambio di tecnologia: la verità è che non sono state assegnate alle locali per regalarle a Mediaset, RAI, etc.”, continua il documento. 

“Ma che sfacciataggine: espropriano le frequenze alle TV Locali e le regalano alle TV Nazionali […] Per parte nostra, abbiamo impugnato il bando-esproprio delle telecom, il nuovo regolamento capestro del digitale terrestre ed in settimana depositeremo ricorso contro il bando Beauty Contest”.

Come se non bastasse il Comitato Radio TV Locali è pronto a chiedere allo Stato un risarcimento di 5 miliardi di euro per danni.