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UE, 1 ora di tempo per rimuovere i contenuti terroristici online

Il Comitato UE per le libertà civili ha approvato un progetto di legge per contrastare la diffusione online di contenuti terroristici.

Il Comitato UE per le libertà civili ieri ha approvato un progetto di legge per contrastare la diffusione online di contenuti terroristici. Bisognerà però attendere il voto dell’intero Parlamento la prossima settimana e poi quello del nuovo, formatosi a seguito delle elezioni, sarà incaricato di negoziare con il Consiglio dei ministri per la definitiva legislazione.

Il progetto di legge prevede obblighi per tutti i servizi di hosting: chi diffonderà contenuti terroristici online in Europa rischierà, in caso di mancato rispetto sistematico e continuativo delle norme, una sanzione che potrà arrivare fino al 4% del fatturato.

Il Comitato ha previsto però nessun “obbligo di monitorare o filtrare tutti i contenuti”. Il problema però è che tutte le società che ospitano contenuti caricati dagli utenti – si pensi ad esempio a Facebook o YouTube – una volta ricevuto un ordine di rimozione dalle autorità nazionali competenti dovranno adempiere alla richiesta entro 1 ora. Si pensi ad esempio ai ritardi che si sono accumulati online a seguito della vicenda Christchurch. E le conseguenti reazioni in Nuova Zelanda e Regno Unito.

“Ma non saranno generalmente obbligati a monitorare le informazioni che trasmettono o memorizzano, né a cercare attivamente fatti che indicano attività illegali”, puntualizza la nota ufficiale. Se però una società dovesse essere oggetto di numerose segnalazioni le autorità potranno richiedere l’implementazione di ulteriori misure, come ad esempio l’aumento di risorse umane o la redazione di report informativi costanti, ma non l’obbligo di impiego di strumenti automatizzati di monitoraggio.

Ad ogni modo ogni decisione dovrà essere ponderata sia in relazione alle dimensioni che alla capacità economica dell’azienda, per non rischiare di ledere il diritto all’informazione.

“Per aiutare le piattaforme più piccole, i deputati hanno deciso che l’autorità competente dovrebbe contattare le aziende che non hanno mai ricevuto un ordine di rimozione per fornire loro informazioni sulle procedure e le scadenze, almeno 12 ore prima di emettere il primo ordine per rimuovere il contenuto che stanno ospitando”, sottolinea la nota.

Cosa si intende per “contenuto terroristico”?

Le norme indicano come “contenuto terroristico” qualsiasi materiale – testo, immagini, registrazioni sonore o video – che “incita o sollecita alla commissione o il contributo alla commissione di reati terroristici, fornisce istruzioni per la commissione di tali reati o sollecita la partecipazione ad attività di un gruppo terroristico”. Senza contare ogni indicazione su come fabbricare e utilizzare esplosivi, armi da fuoco e altre armi a fini terroristici.

“Secondo i deputati, i contenuti diffusi a fini educativi, giornalistici o di ricerca dovrebbero essere protetti. Inoltre, chiariscono che l’espressione di opinioni polemiche o controverse su questioni politiche delicate non dovrebbe essere considerata come un contenuto terroristico”, sottolinea la nota.

“Esiste chiaramente un problema con il materiale terroristico che circola incontrollato su Internet da troppo tempo”, ha dichiarato Daniel Dalton (ECR, UK), relatore del Parlamento europeo per la proposta.

“Questa propaganda può essere collegata a veri e propri episodi terroristici e le autorità nazionali devono essere in grado di agire in modo deciso. Qualsiasi nuova legislazione deve essere pratica e proporzionata se vogliamo salvaguardare la libertà di espressione, senza un processo equo rischiamo la sovra-rimozione dei contenuti in quanto le imprese adotterebbero comprensibilmente un approccio difensivo”.

Aggiornamento del 17 aprile 2019. Il Parlamento UE ha approvato la norma. Non resta che attendere le prossime elezioni europee: dopodiché il nuovo Parlamento negozierà il testo con il Consiglio dei Ministri per il testo definitivo.