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UE, tenere lo smartphone un anno in più ridurrebbe significativamente le emissioni di CO²

Secondo il report di alcuni gruppi ambientalisti, tenere il proprio smartphone anche un solo anno in più rispetto alla media attuale contribuirebbe significativamente a ridurre le emissioni di CO² in Europa.

Se potessimo tenerci lo smartphone anche solo un anno in più rispetto alla media attuale di tre anni, vedremmo ridursi significativamente le emissioni di CO² all’interno dei Paesi della Comunità europea: è quanto affermato dal report prodotto da alcune associazioni non governative e gruppi ambientalisti raccolti nell’EEB (European Environmental Bureau) e presentato alla Commissione europea.

Secondo gli attivisti ‎le normative UE dovrebbero concentrarsi sui costi climatici della produzione di smartphone e altri apparecchi elettronici, anziché sull’efficienza del loro consumo energetico, come avviene in gran parte ora. Il risultato sarebbe equiparabile all’eliminazione di tutte le auto attualmente presenti in Danimarca, uno stato di 6 milioni di abitanti.‎ ‎Lo studio afferma anche che uno smartphone dovrebbe essere utilizzato per più di due secoli per compensare le emissioni generate per la sua produzione, mentre la durata ottimale di un aspirapolvere dovrebbe essere di circa 20 anni. ‎

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“L’impatto climatico della nostra cultura usa e getta è troppo alto. Non possiamo permetterci di continuare a sostituirli ogni pochi anni. Abbiamo bisogno di prodotti che durino più a lungo e possano essere riparati in caso di rottura”, ha dichiarato Jean-Pierre Schweitzer dell’EEB. ‎ Per questo gli attivisti chiedono per i cittadini dell’Unione europea il “diritto alla riparazione”, che comporterebbe nuovi requisiti per i produttori di elettrodomestici, come utilizzare materiali più durevoli nei loro prodotti, rendendoli anche più facili da riparare. ‎

Ricordiamo che recentemente la Francia ha stabilito che, a partire dal prossimo primo gennaio 2020, elettrodomestici e prodotti elettronici dovranno avere un’etichetta obbligatoria con l’indice di riparabilità calcolato in base a 10 parametri, così da ostacolare l’obsolescenza programmata, mentre all’inizio di quest’ anno il Consiglio europeo ha rivisto i requisiti di ecodesign per questo tipo di prodotti, decidendo che le aziende dovranno rendere disponibili i pezzi di ricambio per 7 anni dalla commercializzazione di ogni nuovo prodotto, che salgono a 10 per le lavatrici. Nonostante questo, secondo quanto riportato da Reuters, sia la Commissione europea, che rappresentanti di Apple e Samsung non hanno voluto commentare la notizia.