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Ultrabook

Pagina 11: Ultrabook

Gli ultrabook rientrano di diritto fra i flop più evidenti del 2012. Sono i notebook ultrasottili voluti da Intel per ridare slancio alle vendite dei computer portatili, e per contrastare il successo dei MacBook Air di Apple. Intel ha curato nei dettagli il progetto, investendo 300 milioni di dollari e imponendo ai produttori specifiche restrittive: chassis in leghe metalliche di spessore inferiore a 21 millimetri, peso inferiore a 1,4 chilogrammi, batterie con autonomia uguale o superiore a 5 ore, unità di archiviazione SSD, processori Intel Core Sandy Bridge o Ivy Bridge Ultra Low Voltage, grafica integrata.

L'azienda di Santa Clara pretendeva che i prezzi di listino fossero inferiori ai mille dollari, ma produrre gli ultrabook così come chiesto da Intel costava troppo e i margini di guadagno erano ridicoli. I maggiori produttori taiwanesi erano arrivati a mettere in discussione l'alleanza Wintel e a pensare di installare componenti più scadenti per rimanere nel limite dei mille dollari. Non accadde nulla di tutto questo, semplicemente i prezzi rimasero a lungo ben sopra dei mille dollari.

Il risultato è stato un flop di vendite: secondo Intel gli ultrabook avrebbero dovuto conquistare il 40% del mercato entro fine 2012, ma secondo le ultime stime al 31 dicembre ne saranno venduti solo 10,3 milioni, ben al di sotto delle aspettative. Per contrastare la tendenza negativa Intel ha proposto varie soluzioni, fra cui il ritorno alla plastica, e in effetti nelle ultime settimane sono arrivati i primi prodotti a circa 700 euro.

Il prezzo però non è l'unico problema degli ultrabook: è sempre più evidente che oltre alla scarsa convenienza questi computer pagano il successo dei tablet. Per questo Intel ha approfittato dell'arrivo di Windows 8 per spingere prodotti con schermi Full HD e touchscreen, connessioni Thunderbolt e docking station, per candidarli come concorrenti eletti dei tablet. I risultati, se ci saranno, si vedranno solo nel 2013; per quest'anno ormai è game over.