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Un miliardo di persone su Facebook in un giorno: ossessione social

Leggevo l'articolo "Come disintossicarsi dai social in questi ultimi giorni d'estate (in 7 mosse)" di Giampaolo Colletti e, coincidenza, proprio in quel momento il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg annunciava che "per la prima volta, 1 miliardo di persone ha usato Facebook in un singolo giorno". UNA PERSONA SU SETTE NEL MONDO.

Un traguardo impressionante per un portale nato nel 2004 nella stanza di un dormitorio della Harvard University. Allo stesso tempo mi sono ritrovato a pensare che, indubbiamente, la "sbornia da social" è ormai cosa diffusa che analizzarla in questo modo non le rende giustizia: il social networking è ormai parte integrante della vita tradizionale e molti ne fanno uno strumento indispensabile per comunicare, lavorare o semplicemente apprendere informazioni.

zuckerberg
Non solo Facebook, i gioielli sulla corona di Mark sono tanti e tutti di successo

Singolare come fossi immerso in un articolo che parlasse di come "uscirne temporaneamente", se non addirittura staccarsene completamente. Come tutte le cose dirompenti che entrano nelle nostre vite, a volte qualcuno – non dico tutti, ma diversi – sentono la necessità di "prendere le distanze". Hanno un "rigetto". Lo stesso è avvenuto per la TV diverso tempo fa e c'è ancora qualcuno che, per le ragioni più svariate, preferisce non averla in casa.

E questa, se vogliamo, è l'ennesima dimostrazione di quanto la creatura di Zuckerberg stia avendo effetti dirompenti sulla vita delle persone e ne avrà in futuro. "È solo l'inizio per il collegamento del mondo intero", ha affermato il CEO di Facebook.

"Un mondo più aperto e connesso è un mondo migliore". Vi sono innumerevoli dimostrazioni di come Facebook sia stato prezioso in determinati contesti, a volte anche per salvare delle vite. Allo stesso tempo però sono altrettanti gli esempi di uso errato del social network. Non è il mezzo, ma l'uso che se ne fa a stabilirne la qualità, e questo lo decide, pezzettino per pezzettino, ogni persona che lo usa, compreso il sottoscritto.

Internet Addiction

Ma ritornando al tema di fondo, è evidente che in tanti, troppi secondo la mia esperienza, si sono fatti "fagocitare" dai social e più in generale dal Web. Non è inconsueto trovare persone chine su smartphone e tablet per ore (molte volte perse tra video virali e visione di informazioni poco utili), a cui parli e che annuiscono, ma che forse sotto sotto non ti stanno ascoltando davvero.

Questa forse è la parte oscura dei social network che va in qualche modo combattuta: arrivare a un uso "giusto" di quella che è, e rimarrà, una fondamentale opportunità per aprirsi al mondo e arricchirsi. Per cui, non far parte del miliardo e passa di persone che usano Facebook forse è eccessivo, un'opportunità persa, ma arrivare a esserne assorbiti totalmente preclude esperienze di vita altrettanto preziose. Insomma, "In medio stat virtus": moderazione e buon social networking a tutti.

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