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Spazio e Scienze

Urina per i pomodori, così coltiveremo il cibo su Marte

Come coltivare pomodori su Marte e sulla Luna? Riciclando l'urina degli astronauti.

Se volete essere fra i primi astronauti a visitare Marte non dovrete essere schizzinosi a tavola. Gli scienziati tedeschi infatti stanno testando vari modi in cui l'urina e il sudore aiuteranno gli astronauti a coltivare cibo fresco sul Pianeta Rosso.

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Come ben sanno i lettori che hanno letto i nostri articoli sulla colonizzazione di Marte, il problema dell'acqua sarà uno degli scogli maggiori da affrontare, e probabilmente all'inizio bisognerà produrla da zero. Alcune tecniche sono già in uso sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove il riciclo dei liquidi è consuetudine grazie alla presenza dell'Environmental Control and Life Support System, che recupera ogni singola goccia d'acqua (sudore, urina, lacrime, acqua usata per lavarsi) e del Water Recovery System (WRS), che ricicla i liquidi filtrandoli e rimettendoli a disposizione per il consumo.

Riciclo dell'acqua sulla ISS
Riciclo dell'acqua sulla ISS

I cibi di cui gli astronauti si nutrono sull'avamposto spaziale però sono tutti spediti in orbita dalla Terra: un'opzione che non è percorribile per Marte a causa dei tempi lunghi di percorrenza e dei costi. Ne segue che chi andrà su Marte dovrà essere autosufficiente dal punto di vista degli approvvigionamenti alimentari. Il come è ancora allo studio, e fra gli altri se ne sta occupando Jens Hauslage, fisiologo vegetale presso il Centro Aerospaziale Tedesco (DLR). Ha spiegato alla BBC che sta lavorando a un sistema di test con un serbatoio di urina e una pianta di pomodori.

"La Terra è un sistema biologico chiuso in cui avviene la produzione di ossigeno e cibo, e in cui si hanno animali e microbi per produrre nel suolo tutti i processi di degradazione necessari, senza i quali non sarebbe realizzabile nessun sistema di supporto vitale sostenibile a lungo termine" ha spiegato Hauslage.

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Foto: © vaivirga / Depositphotos

Su Marte tutto questo è assente, quindi bisogna ricostruire il ciclo completo con quello che c'è, e in particolare con l'urina umana, oltre che con composti sintetici. Ovviamente se provaste ad annaffiare l'insalata con l'urina non otterreste un buon risultato, quindi la procedura allo studio è un po' più articolata. In particolare prevede di mettere a contatto l'urina con la pomice, una pietra di origine vulcanica caratterizzata dalla porosità dovuta alla formazione di bolle di gas di struttura simile alla schiuma nella matrice vetrosa della roccia. All'interno dei pori delle pietre pomice ci sono colonie di batteri che, nutriti di urina, convertono l'ammoniaca in nitriti e sali nitrati (un fertilizzante).

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Pietra pomice – Foto: © jakubcejpek / Depositphotos

I primi esperimenti nello Spazio si terranno nel corso di quest'anno, quando sarà recapitato sulla ISS l'Eu:CROPIS (Euglena and Combined Regenerative Organic-food Production in Space), un satellite che contiene due serre in miniatura con all'interno un ambiente di crescita con batteri che si nutriranno di urina sintetica, e in cui verrà simulata la gravità lunare per i primi sei mesi, poi quella marziana.

Durante l'esperimento 16 telecamere documenteranno la germogliazione dei semi di pomodoro. Se tutto andrà per il meglio saremo sulla buona strada per costruire una serra da poter allestire in un habitat lunare o marziano e da usare per sfamare l'equipaggio con cibo fresco".

Accettereste un invito a cena?