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Utenti di BeppeGrillo.it indagati per offese al Presidente

22 utenti del blog BeppeGrillo.it sono indagati per "offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica italiana". I fatti risalgono a maggio 2012, quando con la pubblicazione dell'articolo Boom boom Napolitano alcuni frequentatori del sito hanno esagerato con i commenti.

La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, nel Salernitano, ai tempi decise di iscrivere 22 persone nel registro degli indagati, ma la legge sul vilipendio del Presidente richiede l'autorizzazione del Ministro della Giustizia.

Vilipendio?

"Ho inviato al ministro specifica indicazione della condotta di ciascun indagato tenuta ed integrante la fattispecie delittuosa previsti dall'articolo 278 del codice penale, ad oggi non ho ricevuto né provvedimento negativo né positivo di autorizzazione", sottolineò la primavera scorsa il pm Gianfranco Izzo. Ebbene, a distanza di quasi un anno è giunto l'ok da parte del Guardasigilli Anna Maria Cancellieri.

Nel tempo 23 utenti sono stati scagionati ed eliminati dall'indagine, ma 22 saranno costretti a difendersi in tribunale. L'identificazione è avvenuta tramite gli indirizzi IP – le utenze sono state localizzate in diverse città, come ad esempio Roma, Genova, Taranto, Terracina, Catania, Ascoli e Casal di Principe. La nota di colore è che qualcuno risulta essere dipendente pubblico ed aver agito durante l'orario di lavoro. Insomma, rischia anche di passare guai sul posto di lavoro.

Rapporti tesi

"Quello della Polizia Postale è stato un lavoro lungo e certosino in quanto ha dovuto scandagliare anche alcuni server esteri. Ora bisognerà valutare a quale Procura appartiene la competenza territoriale per il suddetto reato", ha dichiarato il  Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, Gianfranco Izzo.

La buona notizia è che questa volta non è stata richiesta la censura del sito. Si è preferito concentrasi sulle singole responsabilità, invece che coinvolgere i gestori di BeppeGrillo.it. A fine maggio 2012 comunque il leader del Movimento 5 Stelle aveva fiutato l'aria di tempesta e pubblicato un calzante articolo intitolato Il vilipendio ai tempi di Internet.

Difficile prendere posizione netta sulla vicenda. Da una parte esiste un reato, di difficile valutazione, che a differenza del vilipendio della nazione, bandiera e della religione prevede ancora la reclusione fino a un anno invece che la sola pena pecuniaria. Forse la norma andrebbe rivista o come minimo dovrebbe essere oggetto di dibattito considerata la rivoluzione Web 2.0 e tutte le conseguenze del caso.

Dall'altra ci sono migliaia di cittadini che credono nell'assoluta libertà di espressione, senza conoscerne le implicazioni. E come se fino a ieri non avessero avuto modo di esprimersi, e oggi grazie all'immediatezza degli strumenti di comunicazione possano finalmente affermarsi. Esistere.