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Vasco Rossi perde la faccia con Nonciclopedia

La guerra tra Vasco Rossi e Nonciclopedia prosegue non solo online ma anche in tribunale. Ieri abbiamo affrontato la questione (Censurare online è facile: l’ordinaria follia italiana) sottolineando l’approccio censorio dei legali del Blasco nazionale. L’avvocato e la portavoce dell’artista però in queste ore hanno deciso di alimentare il dibattito con alcune sortite su Facebook che lasceranno il segno.

“L’artista ha sempre richiesto alla Community non l’intera rimozione del sito, bensì esclusivamente la rimozione della pagina a lui dedicata, e non per via del contenuto satirico (del tutto assente) ma per la presenza di contenuti offensivi, diffamatori e non veritieri“, scrive il legale. “Tuttora si grida allo scandalo per il fatto che l’artista avrebbe provocato la chiusura di Nonciclopedia ma Vasco non ne ha responsabilità essendosi limitato a chiedere la cancellazione della sola pagina a lui dedicata”.

Vasco Rossi

Il primo dato certo è che Vasco Rossi e il suo entourage considerano i contenuti pubblicati diffamatori. Sebbene Nonciclopedia abbia rimosso la sua pagina personale, grazie a Internet Archive è possibile valutare l’intero testo in momenti cronologici diversi (l’edizione più nuova è del 2009). Personalmente credo che la parte introduttiva sia piuttosto puerile, sulla falsariga di quelle storielle che inventavano i compagni delle Elementari. La seconda parte invece in alcuni tratti è pungente e davvero divertente. 

La frase “V. Rossi è un vecchio bavoso tossicomane che vende cocaina davanti alle scuole e deve la sua fama alla credulità di milioni di rimbambiti fatti e strafatti quanto e più di lui”, rilevata dal team di Vasco, non è presente sulle versioni archiviate da Internet Archive. 

Insomma, la sensazione è che il profilo di Vasco su Nonciclopedia esponga in maniera cruda (e più o meno divertente) interpretazioni verosimili del suo fenomeno. Ecco perché i legali hanno puntato alla rimozione dell’intera pagina Web e non delle frasi ingiuriose. Nessuno in Italia in fondo si è mai permesso di criticare il mito. Resta il fatto che i suoi trascorsi borderline hanno contribuito al suo successo: questo è innegabile. E così noi abbiamo Vasco e il Regno Unito uno come Keith Richards. Vien da pensare che nella terra di Albione quando si fanno del male lo fanno per bene.


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In ogni caso dopo la querela per diffamazione a carico degli autori dei commenti e degli amministratori pare che l’Autorità inquirente abbia recentemente avviato le indagini convocando i soggetti che hanno concorso al presunto reato.

Nessuno, e tantomeno Vasco, ha mai messo in dubbio il diritto di satira e la libertà di pensiero e di espressione delle proprie opinioni, ma in presenza di aggressioni gratuite e distruttive dell’immagine e della reputazione, chiunque si attiverebbe per impedirne la continuazione”, continua il legale di Vasco.

Insomma per l’entourage di Vasco, Nonciclopedia non si è distino per satira o comicità bensì per attività diffamatorie. “Esistono per fortuna una discreta quantità di parodie e altro su Vasco create e diffuse, state pur certi anche per il nostro divertimento, senza nessun contrasto in quanto arte sottoscritta da autori e interpreti con nome e cognome come la vittima della stessa”, conclude il messaggio pubblicato su Facebook. “… meditate o meglio: fate quel che vi pare!!!”.

La redazione di Tom’s Hardware continua a sostenere la libertà di parola e di pensiero, nonché di satira. Probabilmente sarebbe bastata la richiesta di rimozione di alcuni testi per non far esplodere il caso, ma così non è stato. La speranza a questo punto è che la Giustizia sia in grado di esprimere un’equa sensibilità nei confronti delle esigenze e dei diritti delle parti.