Spazio e Scienze

Viaggi spaziali, l’ESA pensa all’ibernazione degli astronauti

Da Alien a‎‎ ‎‎Interstellar passando per ‎‎Passengers, non c’è film di fantascienza che si rispetti che non ci rappresenti un elemento chiave dei viaggi spaziali su lunghe e lunghissime distanze: l’ibernazione degli astronauti. Questa soluzione però sta per uscire dal ristretto ambito fantascientifico per entrare in quello scientifico. L’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha infatti raccolto un team di scienziati a cui è stato dato l’incarico di avviare studi per la fattibilità di tale soluzione, proprio in vista di futuri viaggi spaziali assai lunghi, come potranno essere quelli all’interno del sistema solare, verso Marte o i satelliti di Saturno, o addirittura extrasolari.‎

Anche pensando a futuri sviluppi tecnologici, per ora assai remoti, che dovessero consentirci di viaggiare a velocità vicine a quella della luce, le distanze siderali sono tali che richiederebbero comunque anni, o anche diverse decine di anni, di viaggio, un tempo impossibile da reggere psicologicamente per degli esseri umani confinati negli angusti spazi di un’astronave. Ecco allora che, se fosse possibile ridurre di tre quarti l’attività metabolica degli astronauti come accade ad esempio agli orsi che vanno in letargo, mantenendo questo stato per un periodo di tempo abbastanza lungo, anche la colonizzazione degli altri esopianeti simili alla Terra ma assai distanti da noi, potrebbe divenire possibile.

Le dimensioni di un modulo abitativo, a sinistra, rispetto a quelle di un modulo per l'ibernazione

‎Il team ha iniziato esaminando gli attuali tentativi di creare tecnologie di ibernazione e considerando quale sarebbe stato l’impatto sulla progettazione di un’ipotetica missione su Marte in cui sei astronauti debbano raggiungere il Pianeta Rosso e tornare indietro entro cinque anni.‎

‎”Abbiamo lavorato per sviluppare l’architettura del veicolo spaziale, la sua logistica, la protezione contro le radiazioni, il consumo di energia e la progettazione complessiva della missione”, ha spiegato Robin Biesbroek del Concurrent Design Facility dell’ESA‎‎. “Abbiamo esaminato il modo in cui un team di astronauti potrebbe essere posto in letargo, cosa fare in caso di emergenza, come gestire la sicurezza umana e anche quale impatto potrebbe avere l’ibernazione sulla psicologia del team. Infine, abbiamo creato uno schizzo iniziale dell’architettura dell’habitat e creato una tabella di marcia per ottenere un approccio convalidato per gli esseri umani in ibernazione su Marte entro 20 anni”.‎

‎Secondo i primi dati, l’impiego di tecnologie di ibernazione potrebbe ridurre la massa totale di un veicolo spaziale di un terzo, riducendo allo stesso modo anche la necessità di trasportare materiali di consumo come cibo e acqua. Invece degli alloggi dell’equipaggio, ogni astronauta avrebbe un baccello morbido, utilizzabile come cabina anche da svegli. Agli astronauti sarebbe stato somministrato un farmaco per indurre ibernazione, quindi i loro baccelli sarebbero oscurati e la loro temperatura ridotta per diversi mesi.‎

Insomma, a quanto pare per gli scienziati l’idea di mettere le persone in uno stato di ibernazione non è così inverosimile come sembra. “L’idea di base di mettere gli astronauti in letargo di lunga durata non è in realtà così folle”, ha infatti detto Jennifer Ngo-Anh, leader del team SciSpacE dell’ESA. “Un metodo ampiamente comparabile è stato testato e applicato come terapia nei pazienti con traumi da terapia critica e in quelli dovuti a interventi chirurgici importanti per più di due decenni. La maggior parte dei principali centri medici hanno protocolli per indurre l’ipotermia nei pazienti per ridurre il loro metabolismo per guadagnare tempo fondamentalmente, mantenendo i pazienti in forma migliore di quanto sarebbero altrimenti.‎ Il nostro obiettivo è partire da queste basi per sviluppare ulteriormente la ricerca in futuro, studiando ad esempio le regioni cerebrali attivate o bloccate durante l’inizio del letargo, a partire dagli animali e procedendo verso le persone”.‎

L’argomento vi affascina? Leggete A Mente Fredda – L’Ibernazione Dal Mondo Animale All’Esplorazione Spaziale.