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Vincono gli scocciatori telefonici: flop Registro opposizioni

Il Garante della Privacy non è stato ascoltato e così oggi abbiamo un Registro delle opposizioni praticamente inutile. Il telemarketing continua a infastidire gli italiani e più del 50% delle 600 istruttorie avviate dal Garante sono state archiviate.

Il Registro delle opposizioni, ovvero l’unico strumento per difendersi dagli scocciatori telefonici del telemarketing, è un flop e il Garante della privacy l’aveva previsto. “Dal sistema opt-in (il più diffuso in Europa e precedentemente sostenuto dal Garante, NdR), per il quale l’utente doveva espressamente manifestare la propria volontà a essere contattato dalle società di telemarketing, infatti, si è passati all’attuale sistema di opt-out che prevede l’iscrizione al registro delle opposizioni per non essere più molestati. Un sistema farraginoso, che sta creando non pochi disagi e problemi agli utenti “, spiegavano le associazioni dei consumatori la scorsa primavera.

Tutti avevano ben compreso che si sarebbe dimostrato un buco nell’acqua, tranne ASSTEL che fino all’ultimo è sembrata convinta dell’iniziativa. La verità però è che dall’entrata in vigore del Registro ben poco è cambiato.

Proviamo a fare diga con il cemento?

“Si è deciso senza pensare”, ha dichiarato recentemente il presidente dell’Autorità Garante Privacy Francesco Pizzetti. “[…] per rilanciare l’economia, senza riflettere”. E così per “criticità importanti” dell’intero sistema sono state archiviate più del 50% delle 600 istruttorie avviate dal Garante sulle oltre 2500 segnalazioni giunte a marzo. Il motivo? “Molti cittadini non si ricordano di aver dato un consenso specifico, altri non hanno dato il numero telefonico mentre altri ancora non hanno lasciato il numero del chiamante, perché il telefono non lo visualizza”, ha risposto il presidente.     

Ma dietro alle lacune procedurali si nasconde altro. “Dobbiamo anche riflettere sul ruolo e sull’utilità delle Authority“, ha dichiarato Francesco Pizzetti, Presidente dell’Autorità Garante Privacy. “L’Italia è un paese in cui c’è una fortissima richiesta di mercati tutelati, in cui nello stesso tempo si chiedono più regole e meno regole

Francesco Pizzetti – Clicca per ingrandire

“Bisogna essere onesti: oggi ad essere frammentato non è soltanto il consumatore, ma il cittadino. In più negli ultimi 2 o 3 anni siamo stati travolti da un’onda forte di semplificazione che non ha aumentato le tutele, ma le ha diminuite. Per questo, per essere efficace l’attività delle Authority deve guardare al mondo”.

Per Pizzetti non resta che abbandonare le ideologie e confrontarsi con una realtà digitale in continua evoluzione. ”I giovani si sono abituati a una fruizione gratuita dei contenuti della Rete come se questo fosse un diritto. Eppure nessuno di noi ritiene lecito entrare in un cinema senza pagare il biglietto”, ha concluso Pizzetti riferendosi al tema del diritto d’autore.