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Vista notturna da supereroe con un collirio, esperimento riuscito

Un biochimico si è fatto mettere nel sacco congiuntivale una sostanza fotosensibilizzante che gli ha permesso di identificare oggetti e persone al buio a 50 metri di distanza. I superpoteri però sono temporanei.

Vedere di notte come i gatti piacerebbe a tutti, ma i nostri occhi non nascono con questa capacità. Il gruppo di biohacker Science for the Masses di Los Angeles ha tuttavia dimostrato che possiamo guadagnarla con l'aiuto di una sostanza chimica, il Ce6, che in natura di trova in alcuni pesci di acque profonde e che finora era stata usata in alcune cure contro il cancro.

Gabriel Licina
Gabriel Licina

Protagonista volontario è stato Gabriel Licina, uno dei biochimici che ha partecipato all'esperimento. Si è fatto posizionare direttamente nel sacco congiuntivale una soluzione con Ce6: un'operazione della durata di qualche minuto.

Licina racconta che "in un primo momento la vista è stata annebbiata da una leggera sfocatura verde-nera, che si è rapidamente dissolta". I "superpoteri" sono arrivati nel giro di un'ora: prima ha individuato al buio forme delle dimensioni di una mano a circa 10 metri di distanza, poi è riuscito a distinguere simboli e a identificare soggetti in movimento su sfondi diversi sulle lunghe distanze. In uno dei test doveva individuare delle persone in un bosco: "a 50 metri sono riuscito a capire dove si trovavano, anche se erano in piedi contro un albero" racconta.

Se siete temerari e volete saperne di più potete leggere il documento in inglese che hanno pubblicato i biochimici e che descrive con dovizia di dettagli la composizione della sostanza e come usarla sugli esseri umani. Se volete provare sappiate che purtroppo l'effetto è limitato nel tempo. C'è qualche candidato?