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Vivere (meglio) senza Facebook è possibile, lo dimostra uno studio statunitense

Vivere senza Facebook: una prospettiva che nel 2019 sembra semplicemente assurda. Eppure, stando a uno studio condotto congiuntamente da ricercatori delle Università di New York e Stanford, sarebbe tutt’altro che impossibile. Anzi, la maggior parte dei partecipanti ha scoperto di essere più felice e di non voler tornare a usare compulsivamente il social network come faceva prima. Il rovescio della medaglia sarebbe, secondo lo studio, un minor livello di informazione.

Prima di procedere all’analisi dei risultati (che ricordiamo però non essere ancora stati sottoposti a peer review), vediamo quali sono state le modalità con cui si è svolto. Attraverso una serie di step progressivi anzitutto è stato selezionato il campione finale che avrebbe partecipato all’esperimento, composto da 2844 utenti statunitensi.

Si è partiti con oltre 30mila utenti che hanno aderito attraverso un semplice annuncio pubblicitario proprio su Facebook e poi, tramite una serie di test si è scesi a circa 14mila partecipanti. Di questi 5974 hanno dato il proprio consenso a partecipare a uno studio. Infine attraverso un secondo test il numero è stato ulteriormente ridotto e ai partecipanti, circa 3000, è stato chiesto di non utilizzare Facebook per un periodo di 24 ore. Dopo questa fase gli stessi utenti sono stati invitati a partecipare alla fase finale, che prevedeva di non utilizzare il social per 4 settimane anziché per 24 ore, dietro un compenso economico minimo. Chi ha accettato meno di 100 dollari ha formato quindi il campione finale.

Ma quali sono stati i risultati? La maggior parte dei partecipanti ha espresso soddisfazione alla fine del periodo di test, ammettendo di aver avuto benefici, benché in proporzione soggettiva e variabile, dall’aver utilizzato meno il social, riscoprendo altre attività come lo stare di più con amici e parenti o seguire altri hobby e passioni. Secondo molti però il risvolto negativo è stato di ricevere meno informazioni, visto che Facebook era la principale fonte di news. Alla fine dell’esperimento comunque solo il 2% ha riattivato il proprio account Facebook e in molti hanno ridotto drasticamente il tempo trascorso sulle pagine del social.

Immagine: depositphotos

Insomma tutti più felici senza Facebook o utilizzandolo meno. Qualche perplessità resta invece sulla valutazione riguardante l’informazione. Essere informati non significa infatti solo essere bombardati di fonti tutte sullo stesso piano, ma avere gli strumenti per discriminare non solo e non tanto in base a orientamenti e interessi ma a qualità e veridicità. Siamo sicuri che essere inondati da bufale e fake news o da contenuti che blandiscono esclusivamente le nostre convinzioni aprioristiche significhi davvero essere correttamente informati?