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WebP, Google vuole pensionare il formato JPEG

Google vuole rivoluzionare il mondo delle immagini con WebP. Dopo aver dato vita alla tecnologia WebM per i video su Internet (WebM, Google mette nel mirino il formato H.264), la casa di Mountain View pensa di sostituire il formato JPEG con una soluzione in grado di ridurre il peso delle immagini, a parità di qualità, del 40 percento. L’obiettivo di Google e del suo WebP – basato su codec open source V8 e container RIFF – è molto semplice: abbassare i tempi di caricamento delle pagine e il traffico della Rete. Similmente al formato JPEG, anche WebP consente agli utenti trovare compromessi tra qualità e dimensioni. Tuttavia trattandosi di un nuovo formato, WebP non è integrato in alcun dispositivo, programma o sistema operativo.

“Quando prendiamo un mucchio di immagini e le ricomprimiamo dai formati lossy in WebP, osserviamo una riduzione delle dimensioni media di circa il 40%, il che è incredibile”, ha dichiarato Richard Rabbat, capo product manager di Google. Intervenire sulle immagini web è essenziale secondo il colosso di Mountain View perché “il 65 percento dei byte sul web è fatto da immagini“. WebP non avrà vita facile e Google lo sa. Microsoft ha provato per anni a promuovere un’alternativa migliorata del JPEG, chiamata JPEG XR, ma finora non ci sono stati grandi cambiamenti. Anche il JPEG 2000 non ha intaccato il formato originario.

Google forgia il web di domani con WebP e WebM

“Le sfide sono enormi. Ci aspetta l’inizio di discussioni molto lunghe”, ha dichiarato Richard Rabbat. Google ha già avviato discorsi con gli sviluppatori di browser per integrare il supporto WebP, in modo da facilitare un’espansione di questo formato più rapida possibile. Google ha messo a disposizione del pubblico un software WebP per consentire alle persone di giudicare il nuovo formato – un convertitore da linea di comando. Poi tutto confluirà nel browser Google Chrome. “Ci aspettiamo di avere in poche settimane il supporto nativo di WebP in Chrome“, ha confessato Rabbat.

Il browser dell’azienda, in attesa del sistema operativo, sta diventando cruciale per il successo di molte delle novità presentate da Google. L’espansione del browser assicura l’ampliamento della base di utenti delle tecnologie supportate o proposte da Big G. La missione di Google è ora quella persuadere gli sviluppatori di siti web a puntare sul nuovo formato d’immagine. Come? Secondo l’azienda basterà inserire un controllo per vedere se il browser supporta WebP e in caso positivo, generare al volo le immagini WebP necessarie da far visualizzare nel browser.

Google ha tuttavia dichiarato che la codifica di immagini WebP richiede un tempo otto volte maggiore del JPEG e la decodifica circa due volte, ma forse in futuro l’uso più completo dell’hardware potrebbe ridurre i tempi attuali.
Nella strategia di Google il formato WebM e WebP vanno a braccetto. Qualsiasi tipo di hardware che supporta il formato di codifica WebM supporta anche WebP e già questo è un buon inizio.