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Windows 8 ed Internet Explorer 10 contro il tracking online

Microsoft ha confermato che la funzione Do Not Track (DNT) sarà attiva nella configurazione predefinita di Internet Explorer 10, in Windows 8 e Windows RT e anche nella versione Windows 7 del browser. Una decisione che secondo l'azienda protegge gli interessi dei consumatori, ma va contro quelli delle agenzie pubblicitarie – la principale forza motrice del Web.

DNT sostanzialmente serve a impedire che un annuncio ci "segua" online. Oggi potrebbe accadere di visitare il sito di un certo prodotto, diciamo un antivirus, e poi abbandonarlo. L'attuale sistema pubblicitario può seguire l'utente e visualizzare il banner di quell'antivirus anche su altri siti, ma Do Not Track impedirebbe questo fenomeno.

Vietato seguire le tracce

L'introduzione di questa funzione nei browser fa il paio con una normativa europea, secondo la quale i siti web devono avvisare almeno una volta i propri visitatori sull'uso dei cookie – i piccoli file di testo che ogni sito, banner pubblicitario e plugin possono "depositare" sul computer. Anche questa legge è pensata per difendere la privacy degli internauti, infatti.

DNT su IE10 si può disattivare passando dalle personalizzazioni del browser, ma i pubblicitari non hanno digerito la scelta di Microsoft. Perché tutti sono ben consapevoli della potenza delle impostazioni predefinite: quasi nessuno le cambia e le cose restano come ha deciso l'azienda.

Ecco perché recentemente la Digital Advertising Alliance (DAA, ne fa parte anche Microsoft) si era detta pronta a rispettare i limiti del DNT, sempre che non fosse attivo per default, secondo l'accordo di autoregolamentazione stipulato proprio tra la DAA e il governo USA.

Cookie vuole dire biscotto, un termine che ispira simpatia?

Microsoft ha deciso per la strada più controversa però, seguendo le indicazioni ottenute con numerosi sondaggi presso i consumatori. Ovviamente per i pubblicitari non è DNT ciò che vogliono i consumatori. Secondo la DAA la scelta di Microsoft non mette a rischio solo l'enorme giro d'affari della pubblicità online, sostentamento di aziende grandi e piccole, compresa Google. I rischi riguardano anche i milioni di utenti che ogni giorno usano contenuti gratuiti pagati con i banner pubblicitari, come per esempio quelli di Tom's Hardware.

La (magra) consolazione per la DAA è che Explorer è sempre meno diffuso, ma con il nuovo sistema operativo Microsoft e la relativa interfaccia le cose potrebbero cambiare. E non è da escludere che qualche pubblicitario, o molti, decidano semplicemente d'ignorare le impostazioni di Internet Explorer. Una scelta che innescherebbe un botta e risposta dalle conseguenze imprevedibili.