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Droni

XQ-58A Valkyrie, drone stealth militare in video. Ecco il primo volo

L'XQ-58A Valkyrie è un nuovo drone stealth della U.S. Air Force che la settimana scorsa ha compiuto il primo volo sperimentale in Texas.

L’XQ-58A Valkyrie, il nuovo drone stealth della U.S. Air Force, la settimana scorsa ha compiuto il primo volo di test. Ha volato per 76 minuti presso lo Yuma Proving Grounds (Texas), una delle infrastrutture militari più grandi del mondo. Sebbene normalmente queste sperimentazioni avvengano in sordina l’aviazione ha deciso di diffondere un video al riguardo.

Il “dimostratore” XQ-58A Valkyrie è stato progettato per coprire grandi distanze a velocità subsonica fornendo una ridotta impronta radar: si parla di al massimo 2.000 miglia a 652 miglia l’ora – circa 3218 km con una velocità massima di 1.049 km/h. Può decollare da una pista oppure essere lanciato come se fosse un missile. Nasce come “Loyal wingman”, ovvero gregario autonomo per altri caccia pilotati da umani come ad esempio F-35 e F-22. Alla stregua del Boeing Airpower Teaming System, che però dovrebbe volare per la prima volta nel 2020, dovrebbe disporre di sensoristica evoluta per attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione.

Da sottolineare che l’XQ-58A Valkyrie è lungo 8,8 metri e ha un’apertura alare di 6,7 metri. È previsto anche che possa trasportare armamenti per gli attacchi a terra.

Lo sviluppo dell’XQ-58A Valkyrie è stato affidato alla californiana Kratos Unmanned Aerial Systems e rientra nell’iniziativa Low-Cost Attritable Aircraft Technology (LCAAT) dell’Air Force Research Laboratory. Si tratta insomma di soluzioni aerospaziali contraddistinte da costi ridotti e tempi di sviluppo minori. In effetti si è giunto al primo volo sperimentale dopo solo 2,5 anni e mezzo di lavoro e si stima che il costo finale di ogni velivolo sarà compreso tra i 2 e i 3 milioni di dollari.

Gli esperti ricordano che un caccia normalmente arriva mediamente a costare 100 milioni di dollari mentre per l’XQ-58A Valkyrie il parallelo economico dovrebbe essere con i missili Patriot.

U.S. Air Force effettuerà ancora 5 voli di test in due fasi differenti dello sviluppo. Le prossime sfide riguardano infatti la valutazione della funzionalità del sistema, la misurazione delle prestazioni aerodinamiche nonché l’ottimizzazione dei sistemi di lancio e recupero.