Altroconsumo, che fail i negozi degli operatori telefonici!

Altroconsumo ha rilevato moltissime criticità nei 50 punti vendita di TIM, Vodafone, Wind, Tre e Fastweb a Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli. Nella sua ultima indagine ha scoperto che la maggior parte degli addetti tendono a omettere informazioni fondamentali sulle tariffe. Il dettaglio più "dimenticato" riguarda le tariffe extra-soglia.

"Telefonare quando si è esaurito il traffico voce incluso nel proprio piano tariffario può costare fino a 29 centesimi al minuto (Wind e Tre), e perfino prevedere uno scatto alla risposta di 20 centesimi (Vodafone e Tim)", sottolinea la nota Associazione dei consumatori.

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Indagine Altroconsumo

"Per navigare si arriva al costo supplementare di 2 euro ogni 20 megabyte (come per Wind, Tre e Vodafone): una cifra spropositata se si pensa che esistono offerte delle stesse compagnie telefoniche che garantiscono 30 giga -- cioè un quantitativo di traffico millecinquecento volte maggiore -- al costo mensile di 10 euro (inclusi 1.000 minuti di chiamate e altrettanti messaggi)".

L'unica soluzione per mantenere il controllo sulle soglie al solito è quella di affidarsi al monitoraggio del credito residuo, ma anche su questo fronte alcuni operatori se ne approfittano facendo pagare il servizio. "Vodafone fa pagare 19 centesimi al minuto la chiamata per sapere quanto credito è rimasto, con un scatto alla risposta di altri 20 centesimi. E lo si scopre solo una volta che si è effettuata la chiamata, perché questo balzello non compare nella pubblicità né viene in alcun modo menzionato dai venditori quando illustrano le offerte", puntualizza Altroconsumo.

altroconsumo vodafone e tim

L'anno scorso, secondo un'indagine del Fatto Quotidiano, si è scoperto che i servizi accessori telefonici generano ogni anno circa 2 miliardi di euro - sui 16 miliardi complessivi. Quindi non deve stupire che segreteria telefonica, costi di attivazione, antivirus e altre opzioni vengano poco pubblicizzate sul fronte costi.

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"Ci sono poi gli abbonamenti a contenuti -- oroscopo, giochi, suonerie, ricette, informazioni calcistiche... -- che non sono previsti di default dalla propria SIM, ma frutto di vantaggiosi accordi tra il gestore telefonico e società esterne", prosegue l'associazione. "Si possono attivare inavvertitamente mentre si naviga online o si utilizza un'app. A volte basta solo esercitare sullo schermo un po' di pressione in più nel posto sbagliato".

Pare che nei punti vendita siano tutti molto preparati sulle tariffe in promozione ma molto silenziosi sul resto. Il cliente è costretto a scandagliare i contratti per scovare i balzelli più sgraditi e la brutta notizia è che possono farlo solo dopo la firma. I contratti non vengono mai mostrati prima.

fastweb

Altro capitolo dolente è quello del recesso anticipato. "I negozi di tre operatori su quattro saltano questa voce a piè pari. Non potendo applicare penali, vietate per legge, i gestori non solo invocano costi "vivi" di disattivazione, ma parlano di restituzione degli sconti ottenuti dai clienti sui costi di attivazione e sulla tariffa piena. E il gioco è fatto", sottolinea Altronconsumo.

Da rilevare che l'operatore migliore, sul fronte trasparenza, sembra essere Fastweb. I suoi addetti vendite sono poco loquaci sul fronte extra-soglia (come gli altri) ma la gratuità dei servizi accessori è un vantaggio. L'operatore ha espresso apprezzamento per l'indagine di Altroconsumo, ricordandosolo che è stato erroneamente attribuito un costo di attivazione pari a 5 euro.

"Si tratta in realtà del costo fisico della SIM, un costo dichiarato in tutta la comunicazione commerciale e che viene applicato da tutti gli operatori. A differenza degli altri Fastweb non applica alcun costo addizionale per l'attivazione di suddetta SIM", sottolinea Fastweb.

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