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AMD: con Ryzen eravamo nella peggiore situazione possibile

AMD spiega perché con Ryzen ha dovuto affrontare la peggiore situazione possibile, come ha reagito e cosa sta facendo per il futuro. L'obbiettivo è portare il gaming nell'era delle CPU multi-core. L'azienda promette un grande 2018.

AMD: con Ryzen eravamo nella peggiore situazione possibile

Al PAX West, manifestazione sul mondo dei videogiochi che si tiene a Seattle, il Global Marketing Manager per i processori desktop di AMD, Don Woligroski, ha discusso con lo YouTuber Joker del futuro delle CPU dell'azienda e delle ottimizzazioni in sviluppo per offrire migliori prestazioni nello scenario gaming.

Diverse affermazioni collimano con quanto già affermato in passato, anche nella nostra intervista post lancio di Ryzen - quando ancora le prestazioni in gaming erano un tema di dibattito caldissimo - ma sono senz'altro interessanti per tenere fresca la memoria sul futuro delle CPU di AMD e l'attenzione sui piani dell'azienda.

Secondo Woligroski, AMD si trovava nello scenario peggiore possibile al lancio di Ryzen. "L'ho già detto in precedenza e penso sia vero. Ryzen era lo scenario peggiore possibile. Era un'architettura completamente nuova realizzata con un processo totalmente nuovo. Quindi lo scenario peggiore che potevamo avere, ed è andata piuttosto bene. Potete superare i 4 GHz".

"Stiamo senza dubbio lavorando su miglioramenti, i nostri ingegneri sono davvero intelligenti e le cose stanno progredendo. Non posso parlare in modo specifico dell'IPC (istruzioni per ciclo di clock) ma quella è un'area su cui poniamo attenzione. Abbiamo un margine di frequenza da sfruttare e stiamo apportando modifiche che assicurarci che le nostre prestazioni per ciclo di clock siano migliori".

amd zen roadmap
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Questi miglioramenti vedranno la luce nei progetti Zen 2 e Zen 3 a 7nm e 7nm+, in uscita da qui al 2020 secondo la roadmap ufficiale dell'azienda. Ritornando all'attualità, e più precisamente ai giochi, AMD è concentrata a ottimizzare quanto possibile, con occhio al futuro.

"Per i giochi che erano già sul mercato il nostro focus è assicurarci che se manifestano un problema con i processori Ryzen, del tipo che la differenza prestazionale è molto ampia senza un chiaro motivo, contattiamo gli sviluppatori. L'abbiamo fatto per Dota 2, Rise of The Tomb Raider e abbiamo capito che cosa andava storto".

"Per i giochi futuri è una situazione in divenire. Con più core e thread disponibili, gli sviluppatori inizieranno a usarli. Abbiamo ingegneri che supportano chi sviluppa giochi e i nostri partner come Bethesda sono davvero fantastici. Si chiedono in che modo sia possibile sfruttare l'hardware e noi inviamo delle persone che spiegano loro come farlo. È un continuo scambio di suggerimenti e idee, e le cose possono solo migliorare. Finalmente abbiamo le API, ora devono imparare a usarle. Non è una cosa istantanea, ma è inevitabile".

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"Nel prossimo paio d'anni inizierete a vedere gli sviluppatori sfruttare core e thread, con grandi miglioramenti. Poi diventerà la norma e lo faranno tutti. E poi forse in cinque anni sfrutteranno 64 thread, chi lo sa. È un bellissimo percorso di aggiornamento che per molto tempo ha ristagnato senza che nessuno andasse oltre. Penso che di questo beneficeremo tutti".

"Quest'anno abbiamo colpito. Abbiamo visto il nostro concorrente iniziare a risvegliarsi e rispondere e non abbiamo ancora finito. Abbiamo diverse cose in arrivo, cose davvero buone. Non cerchiamo il singolo successo, manterremo la pressione alta per diverso tempo. Sarà un grande 2018. È stato un grande 2017 e vedremo come andranno le cose".


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