Apple in trattativa per acquistare tonnellate di cobalto

Apple sta pensando di acquistare grandi quantità di cobalto direttamente dalle società minerarie per non rischiare sorprese nel settore delle batterie.

Com'è risaputo si tratta di un minerale fondamentale per il catodo delle unità agli Ioni di litio. In prospettiva futura non è escluso anche che possa essere usato per la produzione di chip.

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Cobalto

Oggi il colosso di Cupertino non si preoccupa dell'approvigionamento diretto e lascia che se ne occupino i suoi fornitori di batterie, ma i prezzi all'ingrosso sono destinati progressivamente a crescere.

Già nel 2016 Benchmark Mineral Intelligence aveva rilevato a partire dal 2011 un aumento della domanda del 300% e una prospettiva di ulteriore crescita entro il 2020 di un ulteriore 200%. Solo negli ultimi 18 mesi il prezzo è triplicato superando gli 80mila dollari a tonnellata.

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Da ricordare infatti che se per una batteria per smartphone sono sufficienti dai 5 ai 10 grammi di cobalto raffinato, per una batteria da impiegare sulle auto il conto sale a 15 kg. Se a questo dettaglio si aggiunge il fatto che il 60% del minerale viene estratto dal Congo e di questo il 90% viene lavorato in Cina è facile intuire come il borsino mondiale sia a rischio di speculazione. Senza contare poi tutte le criticità legate all'estrazione e al lavoro minorile, anche se in tal senso - dopo numerosi scandali - Apple e altri colossi hi-tech si sono impegnati ad assicurare una verifica della catena produttiva.

Bloomberg sostiene che Apple voglia siglare accordi a lungo termine con alcune società minerarie: si parla di diverse migliaia di tonnellate di cobalto opzionate per 5 o più anni. Secondo più fonti le trattive sarebbero iniziate più di un anno fa, ma Apple non sarebbe l'unica realtà aziendale a stare valutando l'opzione. Si fanno i nomi anche di BMW, Volkswagen e Samsung.

Proprio questa settimana Australian Mines Ltd. ha siglato un accordo con il produttore di batterie sudcoreano SK Innovation Co. per un approvvigionamento di nickel e cobalto da 3,9 miliardi di dollari da impiegare per 13 anni in uno stabilimento ungherese. In questo caso si tratterebbe di una produzione dedicata all'automotive.

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