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APU AMD A8-3500M, ecco a voi Llano

Recensione - Test della APU AMD A8-3500M, nome in codice Llano, per notebook.

Introduzione

Subito dopo la fine del secolo scorso, AMD fece una grande scommessa sul K8 - meglio conosciuto come Athlon 64 - e diede un taglio all'aumento delle frequenze di lavoro in modo da eseguire più istruzioni per clock, oltre che sulle estensioni a 64 bit native. Nel frattempo, Intel aveva fatto leva sulla superiorità produttiva per spingere il più possibile l'architettura NetBurst. L'azienda aveva infatti dichiarato di aspettarsi un Pentium 4 a 10 GHz in tempi non troppo lunghi.

Le frequenze elevate dei Pentium 4 portarono Intel a scontrarsi con gli spessi muri della fisica e del consumo energetico e, alla fine, il limite realistico si è rivelato essere vicino ai 4 GHz. Se in quel periodo volevate la CPU più veloce al migliore prezzo, probabilmente avreste acquistato un Athlon 64; i processori Pentium 4 costavano di più e offrivano di meno. Il mercato ci mise un po' a capirlo, ma Davide (AMD) stava battendo Golia (Intel).

Intel naturalmente non rinunciò alla competizione, e si sveglio presto dal torpore. L'azienda passò dall'architettura NetBurst dei P4 a quella Core, nata dagli sforzi fatti nel settore mobile. Naturalmente si rivelò una soluzione migliore, più veloce e meno affamata di energia. In seguito arrivò il Core i7 Nehalem, seguito recentemente dalle CPU desktop Sandy Bridge Core i3, i5 e i7.

In tutto questo susseguirsi di eventi, AMD ha permesso che il suo inaspettato vantaggio si contraesse sempre di più, fino a sparire. Per essere chiari e onesti, i migliori processori Phenom II si confrontano al meglio con i Core 2 Quad più che con i moderni Core i7. Infatti il dual-core Core i3 2100, prodotto a 32 nanometri, riesce a tenere testa a un quad-core Phenom II X4 955 (45nm) in molti test.

AMD è quindi a più di una generazione di distanza da Intel quando si parla di prestazioni nell'ambito delle CPU desktop e continua ad affidarsi all'architettura Stars che è stata introdotta più di due anni fa. L'azienda riesce a "tirare avanti" aggiungendo un centinaio di MHz alle frequenze più o meno ogni due mesi, ma quando il principale avversario presenta una nuova architettura, è quasi impossibile competere con semplici incrementi di frequenze. Francamente è difficile raccomandare una piattaforma AM3, oggi come oggi.

Forse per trovare una maggiore competitività AMD nel 2006 acquistò ATI, il produttore delle note schede grafiche Radeon. Poco dopo AMD annunciò l'iniziativa Fusion, con il piano di combinare CPU e GPU sullo stesso die. Ci sono voluti cinque anni ma i primi processori Fusion sono arrivati sul mercato all'inizio di quest'anno, con la piattaforma Brazos e le APU della serie E e C, pensate per i netbook. Secondo AMD le vendite nel primo trimestre sono state un successo. Da un punto di vista della grafica, nessuna piattaforma Intel Atom può competere. Brazos è migliore di Atom anche quando quest'ultimo è affiancato alla piattaforma Nvidia Ion 2.

I netbook a basso consumo sono il mercato ideale per Fusion, ma i segmenti desktop e notebook sono molto più competitivi. Tutti i processori Core i3, i5 e i7 Sandy Bridge sono stati equipaggiati con Intel HD Graphics, una soluzione in grado di gestire operazioni di produttività in Windows, di riproduzione di video e persino il gaming leggero. Se Fusion vuole dare una dimostrazione di forza deve offrire qualcosa di speciale: prestazioni da vera scheda video dedicata insieme a capacità di calcolo degna di una CPU competitiva.

Oggi diamo un primo sguardo alla APU Llano, che è stata pensata per i settori desktop e mobile. Vedremo se la scommessa di AMD, fatta nel 2006, pagherà nel 2011. Gli attuali Phenom II e Athlon II hanno poco da offrire oltre i 100 euro rispetto agli avversari, tranne in quei pochi casi in cui si usano applicazioni molto ottimizzate per il calcolo parallelo (threaded); in questo caso le CPU Phenom II X6 potrebbero essere ancora indicate. In generale però i chip Sandy Bridge prendono a schiaffi le soluzioni AMD per prestazioni, consumi e valore complessivo.

Prima i notebook

Per catturare i consumatori AMD ha bisogno di distinguersi da Intel. L'iniziativa Fusion potrebbe essere la chiave per raggiungere l'obiettivo nel settore notebook. Secondo l'azienda Llano permette un'autonomia superiore e prestazioni grafiche migliori rispetto a una piattaforma Sandy Bridge da prezzo simile, con l'aggiunta del potenziale che il calcolo via OpenCL può dare grazie ai core della GPU Radeon integrata. AMD è seria circa il futuro di Fusion; oltre la metà dei suoi processori per notebook sono APU già oggi e diverranno più del 90 percento entro l'anno (i dati non devono sorprendere poiché AMD manca di un'offerta concreta nel settore dei notebook).

Crediamo che l'iniziativa Fusion dovrà faticare un po' di più nel settore desktop, dove è relativamente facile aggiungere la grafica discreta. AMD, a tal proposito, ha una carta da giocarsi: il core grafico integrato di Llano può funzionare insieme a una scheda video dedicata in modalità Dual Graphics. Si tratta di una versione asimmetrica flessibile del CrossFire che permette alle risorse della APU di eseguire il rendering insieme a una scheda HD 5000 o 6000 per incrementare il frame rate.

Naturalmente saremmo negligenti se ignorassimo la prossima microarchitettura di AMD, nome in codice Bulldozer. Il rimpiazzo di Stars dovrebbe arrivare nel terzo trimestre di quest'anno - nei prossimi tre mesi, in pratica. Questa soluzione rappresenta il primo fondamentale cambio di design nelle CPU AMD dall'Athlon 64. Parlando senza peli sulla lingua, i giorni di Llano sono contati e il suo rimpiazzo (nome in codice Trinity) userà le tecnologie di Bulldozer per i core x86.

Tuttavia è meglio non andare troppo oltre. L'arrivo di Trinity, salvo ritardi, è fissato nel 2012 e quindi è meglio concentrarsi sul presente.

Quali sono le caratteristiche più interessanti di Llano? Circa la metà del suo die è una CPU Phenom II X4 con 6 MB di cache L3, ma con cache L2 raddoppiata a 4 MB. L'altra metà è composta da qualcosa di molto simile a una Radeon HD 5570, con un massimo di 400 core Radeon (che AMD chiama Stream core) e un'unità per la gestione dei flussi video UVD3. Tutto questo è stato inserito all'interno di un chip prodotto a 32 nanometri.

Se sapete cosa possono fare insieme un Phenom II X4 e una Radeon HD 5570, potete già farvi un'idea di cosa scopriremo lungo l'articolo.

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