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A San Francisco la gente danneggia le auto a guida autonoma

Paura e delirio a San Francisco? L'insorgere di movimenti neoluddisti che come quelli nati a fine Ottocento durante la rivoluzione industriale si scagliavano contro le macchine? Non lo sappiamo, ma una cosa è certa: a San Francisco le persone "picchiano" le auto a guida autonoma. Dall'inizio dell'anno, due dei sei incidenti in cui risultano coinvolte auto a guida autonoma in California, sono stati in realtà atti di aggressione deliberati da parte di persone che passavano per strada.

Il 10 gennaio scorso ad esempio un uomo si è letteralmente lanciato gridando contro una GM Cruiser ferma all'attraversamento pedonale, colpendo il lato sinistro del paraurti con tutto il corpo. Pochi giorni dopo, il 28 gennaio, un tassista è addirittura sceso dal suo veicolo per andare a colpire il vetro del finestrino del passeggero di un'altra Cruiser, graffiandolo.

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La "rabbia contro la macchina" del resto non sembra essere limitata alle sole auto a guida autonoma. A dicembre 2017 infatti una società che ospita cani randagi, ha rimosso dalla strada prospiciente la sua sede il robot di sorveglianza Knightscope, non soltanto perché la maggior parte della gente e dei senzatetto nei pressi continuava a lamentarsi di "molestie" subite dal robot, ma perché qualcuno ne aveva coperto uno con un telo facendolo cadere e poi spruzzandogli salsa barbecue su tutti i sensori. Tornando ancora indietro nel tempo, ad aprile 2017, un ubriaco se l'era presa con un altro Knightscope, atterrandolo.

Possono sembrare episodi divertenti e indubbiamente in parte lo so sono, ma non bisognerebbe sottovalutarli riducendoli a meri atti simbolici di protesta. Sempre a San Francisco alcuni politici hanno già tentato, senza successo al momento, di imporre tasse sui robot che sostituiscono lavorativamente esseri umani, mentre il Comune ha imposto un forte limite ai robot da consegna che possono circolare sui marciapiedi (e che di tanto intanto qualcuno si diverte a capovolgere).

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Possono sembrare atti goliardici ma rivelano probabilmente l'emergere di un malcontento, forse di una paura diffusa tra la popolazione. Il tema della perdita del lavoro, l'abbiamo detto tante volte, è sicuramente complesso e delicato, e richiederà prima o poi la seria attenzione di politici ed economisti. Ora non siamo che agli albori di quella che sarà la rivoluzione robotica, ma sarà meglio intervenire per tempo con regole chiare per tutti se non vogliamo trovarci nel prossimo decennio a combattere contro i robot in stile Terminator o ad assistere a scene di linciaggio di massa.