Ibride e Elettriche

Aerei elettrici, aziende a lavoro per voli a zero emissioni

Nonostante possa sembrare improbabile, non è totalmente escluso l’arrivo degli aerei elettrici come sostituti di quelli attualmente utilizzati. Infatti, alcune aziende multinazionali continuano a lavorare incessantemente su questa tipologia di velivoli, con l’intento di riuscire a trovare soluzioni tanto economiche quanto sostenibili e poco inquinanti. Basti pensare a Rolls-Royce, azienda impegnata – insieme alla divisione aerospaziale – nel progetto che prendere il nome di Spirit of Innovation. Nello specifico, Rolls-Royce è a lavoro per mettere a punto un aereo provvisto di un sistema di propulsione elettrico con la presenza di un pacco di batterie con maggiore densità di potenza. Il sistema sarebbe infatti in grado di fornire una quantità di energia tale da poter alimentare 250 abitazioni. L’intento è quello di avvicinarsi, quanto più possibile, ad una velocità di 480 km/h. Ovviamente – in seguito – sarà necessario pensare, anche al problema legato all’autonomia dell’aereo.

Inoltre, in Gran Bretagna, sembra farsi spazio anche la British Airways, impegnata nella progettazione di un aereo ibrido elettrico. In questo caso, infatti, il velivolo andrebbe a montare un motore misto elettrico-idrogeno che dovrebbe alimentare un aereo con 50 posti. La start-up  ZeroAvia, impegnata nel progetto, ha di recente annunciato che l’aereo potrebbe arrivare sul commercio a partire dal 2024 e potrà effettuare voli da 800 km e garantirà – almeno inizialmente – 20 posti a sedere. Tuttavia, il traguardo da raggiungere è la realizzazione di un e-jet con 100 posti a sedere. Tale progetto, potrebbe essere portato a termine nel 2030. A quanto pare, anche La Stampa, sembra aver affermato che la start-up californiana Joby Aviation, vuole realizzare “un taxi dei cieli” con 5 posti a sedere in grado di garantire un’autonomia di 240 km. In merito al problema legato all’inquinamento causato dagli aerei, nel mese di gennaio 2020, Giacomo Talignani su Repubblica affermò quanto segue:

Anche grazie all’aiuto di Greta Thunberg e del movimento “no fly”, l’opinione pubblica ha cominciato a prendere coscienza del problema che volare inquina. È nata perfino la “vergogna di volare” e sempre più persone sostengono, sulle brevi tratte, di preferire treni elettrici al posto degli aerei, anche se meno veloci. L’aviazione, da sola, è responsabile di circa il 2,5% delle emissioni di anidride carbonica nel mondo: una cifra che potrebbe sembrare bassa, ma è facile immaginare un futuro dove i voli saranno sempre più impattanti per la salute della Terra. Per i lunghi voli, a causa della difficoltà di stoccaggio delle batterie e soprattutto di potenza, immaginare un aereo completamente elettrico affrontare la traversata è ancora troppo presto. Parte del problema sta nella densità energetica delle batterie e la sfida per gli ingegneri è quella di studiare motori elettrici capaci, in termini di peso, di produrre i chilowattora necessari senza superare la massa totale dell’aereo.