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Auto a guida autonoma, i big ne valutano l’impatto sociale

Ford, Toyota, Daimler, Waymo, Uber, Lyft, FedEx e la American Trucking Associations si sono unite in un'associazione chiamata PTIO (Partnership for Transportation Innovation and Opportunity) con l'obiettivo di studiare e comprendere l'impatto sociale e lavorativo delle auto a guida autonoma negli Stati Uniti.

Questa tecnologia, che nei prossimi anni sarà pienamente realtà, è infatti ancora poco conosciuta e compresa, nelle sue implicazioni, e soprattutto temuta. Secondo gli ultimi dati raccolti dalla AAA (American Automobile Association) ben il 73% degli statunitensi ha affermato che avrebbe paura a viaggiare su un veicolo a guida autonoma.

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Questo non significa solo rischio di vendite scarse, soprattutto nei primi anni, ma possibile crisi dell'intero indotto. Attualmente negli USA sono infatti più di 3,8 milioni le persone che lavorano nel settore automobilistico, senza contare tutte le aziende e il personale che si muove nel settore dei servizi, come ad esempio quello del car sharing.

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Per questo motivo si potrebbe affermare che in un certo senso l'obiettivo della PTIO sia rovesciato. Comprendere l'impatto sociale e lavorativo delle auto a guida autonoma serve alle aziende del settore per far comprendere a lavoratori e consumatori le opportunità che tale tecnologia introdurrà, cercando di sconfiggere le paure con un'iniezione di fiducia basata sulla concretezza dei fatti e non su paure e timori più o meno infondati.

"Mentre la Self-Driving Coalition for Safer Streets sta svolgendo un lavoro molto importante sui temi legati alla sicurezza e all'implementazione dei veicoli a guida autonoma, la Partnership for Transportation Innovation and Opportunity crede che mentre la società si prepara all'impatto pratico dei veicoli a guida autonoma, è necessario concentrarsi anche sull'impatto umano, correlato con gli aspetti lavorativi e di carriera negli Stati Uniti", ha spiegato a The Verge Maureen Westphal, direttore esecutivo di PTIO.