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Auto autonome sicure anche nella nebbia, grazie al MIT

Le auto a guida autonoma hanno ancora alcuni limiti nel visualizzare gli ostacoli, come insegna il recente incidente mortale della Volvo XC90 della flotta Uber, soprattutto al buio o quando ci sono condizioni meteo avverse, ad esempio con la nebbia. Alcuni ricercatori del MIT hanno però trovato una soluzione al problema, grazie all'uso di "telecamere a tempo di volo" e particolari statistiche.

La "telecamera a tempo di volo" è uno strumento che consente di stimare in tempo reale la distanza tra essa e gli oggetti presenti nella scena inquadrata, misurando il tempo impiegato dalla luce per compiere l'intero percorso telecamera-oggetto-telecamera, chiamato appunto tempo di volo. In condizioni meteorologiche ideali e di giorno questa operazione è ovviamente semplicissima e assai precisa, anche perché l'oggetto 3D viene ricostruito misurando la distanza di ogni singolo pixel.

Con la nebbia però la luce ‎tende a disperdersi e ad essere riflessa dalle particelle d'acqua sospese nell'aria piuttosto che dagli oggetti che l'auto dovrebbe evitare.‎ Per questo al MIT hanno pensato di utilizzare la teoria delle probabilità e, in particolare, la cosiddetta "distribuzione gamma" per compensare la perdita di precisione dovuta alla nebbia. A prescindere infatti dalla quantità di nebbia presente, la luce sarà riflessa dalle particelle seguendo sempre lo stesso schema, che risponde appunto al modello della distribuzione gamma.

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La fotocamera messa a punto dunque è in grado di contare ogni 56 picosecondi il numero di fotoni che la raggiungono, calcolando anche in tempo reale una diversa distribuzione gamma per ciascuno dei suoi 1024 pixel. In questo modo la rifrazione della nebbia viene virtualmente eliminata e ciò che resta sono soltanto gli ostacoli da evitare.

A differenza di altre soluzioni scientifiche di cui spesso parliamo, non sembrano esserci particolari controindicazioni per l'implementazione di questa soluzione in sensori pronti per la produzione di massa. La palla quindi passa ora all'industria automobilistica e alle aziende che sviluppano sensoristica.