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Auto elettriche, boom a marzo ma in Europa restano poche

Gli ultimi dati riferiti a marzo dicono che in Europa c'è stato un significativo incremento di vendite di auto elettriche, che restano però ancora poco diffuse. Colpa degli incentivi non ancora sufficienti o di paure legate ad autonomia e disponibilità di stazioni di ricarica?

Auto elettriche, se ne parla tanto ma se ne vedono ancora poche in giro. Non è un luogo comune ma un dato di fatto coadiuvato dall'ultimo report sulle vendite di automobili in Europa dell'AID (Automobile Industry Data) britannica. A marzo in particolare c'è stato un picco record e in generale le vendite salgono costantemente, tuttavia i numeri sul totale di auto vendute restano comunque bassi.

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Come si può chiaramente vedere le vendite dal 2014 a oggi sono andate costantemente in crescendo, passando dalle 12700 unità del primo trimestre 2014 alle 20000 dello stesso periodo del 2015, che diventano 24mila nei primi tre mesi del 2016 e quindi 32700 – di cui 15102 solo a marzo – in questo inizio di 2017. Numeri che sembrano interessanti ma che sono in realtà ancora piuttosto bassi, se pensiamo che rappresentano appena lo 0,8 % delle vendite globali nell'Europa Occidentale, soprattutto a causa di alcuni paesi come il nostro, in cui la diffidenza verso auto elettriche o ibride è ancora elevata.

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Se infatti in Norvegia in Norvegia le immatricolazioni elettriche rappresentano in modo stabile oltre il 20% del totale e nella sola Germania ad aprile sono state immatricolate 1.413 nuove auto elettriche e 2.174 ibride mentre in Francia si toccano spesso picchi di 5000 immatricolazioni mensili, in Italia la Renault Zoe ha appena raggiunto i 1000 esemplari circolanti, però dal momento in cui l'auto è stata messa in vendita, nel 2013.

Ovviamente questa disparità corrisponde alla differenza nella consistenza degli incentivi statali. In Finlandia infatti spesso l'acquisto di una nuova auto elettrica può arrivare a costare le metà, mentre in Francia gli incentivi si aggirano attorno ai 6000 euro (fino a 10mila per chi rottama una vecchia auto Diesel), mentre in Germania ci si ferma attorno ai 4000 euro.

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Tuttavia a ben vedere non è soltanto un problema di incentivi. Nel nostro Paese sono sicuramente troppo bassi, ma a invogliare poco gli automobilisti contribuiscono anche altri problemi. Anzitutto la diffusione delle colonnine di ricarica, da noi davvero molto rare, che fanno quindi preoccupare molti riguardo alla comodità di gestione, soprattutto in viaggio. L'altro problema riguarda l'autonomia, attualmente troppo spesso ancora sotto la soglia psicologica dei 400 Km.

Dalla seconda metà di quest'anno dovrebbero comunque arrivare sul mercato nuovi modelli più avanzati, come la Opel Ampera-E e la Tesla Model 3, che promettono allestimenti migliori a prezzi identici o inferiori a quelli delle auto a benzina, una maggior autonomia e una miglior velocità di ricarica. Basteranno a convincere anche i nostri connazionali più scettici?