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Auto elettriche: come ricaricare alla colonnina

Per molte persone che acquistano un’auto elettrica e devono ricaricarle presso una colonnina per la prima volta, il processo di ricarica può rappresentare un momento di ansia e incertezza. Tuttavia la procedura per ricaricare la propria auto non è affatto complessa: anzi è molto più semplice e sicuro ricaricare la propria vettura elettrica piuttosto che fare rifornimento della propria auto a gasolio o benzina.

Trovare la colonnina

La prima preoccupazione per chi deve ricaricare la propria vettura è senza ombra di dubbio quella di trovare una colonnina: sebbene le colonnine pubbliche funzionanti siano attorno alle ventimila unità e ci si aspetti un numero sempre più alto nei prossimi anni, al momento però trovare una colonnina può risultare complicato. Infatti le colonnine non sono distribuite in maniera uniforme ma sono concentrate maggiormente nelle grandi città e in maggior numero nel Nord Italia rispetto al Sud.

Per facilitare la ricerca di una colonnina quasi tutte le auto elettriche vengono dotate di un sistema di navigazione sempre connesso che aiuta a pianificare le soste e individua in automatico le stazioni di ricarica più vicine a dove ci troviamo. Sono inoltre disponibili varie applicazioni come Plugshare, Nextshare, Juicepass e D-Mobility per citarne alcune, che permettono di individuare le colonnine di ricarica tramite una mappa dettagliata.

Questo genere di applicazioni non sono importanti solo per la ricerca dei punti di ricarica, ma sono fondamentali per poter effettuare il pagamento.

Metodi di Pagamento

Per effettuare il pagamento della ricarica della propria vettura presso una colonnina esistono infatti solo due modalità di pagamento: tramite l’applicazione per smartphone dell’operatore della colonnina e tramite un apposito dispositivo dotato di chip RFID che può essere una tessera o un portachiavi. Non è possibile infatti, a differenza delle stazioni di ricarica di benzina e gasolio, pagare la ricarica presso la colonnina con bancomat, carte di credito o in contanti dato che la legge italiana vieta di vendere energia privata al dettaglio.

Pur esistendo applicazioni diverse per ciascun operatore, il funzionamento di base è abbastanza simile: innanzitutto è necessario registrarsi creando un proprio profilo, in seguito alla registrazione è possibile collegare direttamente l’applicazione al nostro conto corrente inserendo il codice IBAN oppure è possibile collegarla alla nostra carta di credito o al conto paypal. Dato che al momento esistono colonnine gestite da diversi operatori, si potrebbe pensare che è necessario scaricare le applicazioni di ogni operatore e registrarsi con tutti; in realtà sono sempre più diffusi servizi di roaming per permettere di ricaricare presso una colonnina di un gestore utilizzando l’applicazione di un altro operatore.

KIA e-Niro

Le tessere o i portachiavi con chip RFID invece sono generalmente associate all’operatore della colonnina: per averle è necessario richiedere la loro emissione tramite un’apposita funzione sull’app dell’operatore. L’emissione della tessere non è sempre gratuita ed i costi variano in base all’operatore a cui viene richiesta la tessera; è possibile inoltre che la tessera possa essere non essere disponibile per alcuni operatori o che possa essere richiesta solo dopo la sottoscrizione di un abbonamento mensile. Esiste anche una seconda categoria meno comune di tessere direttamente associata alla propria vettura: è il caso per esempio delle tessere di BMW, Audi e Mercedes.

L’utilizzo di tessere o i portachiavi con chip RFID può garantire maggior tranquillità rispetto all’utilizzo delle applicazioni poiché per poter pagare presso la colonnina tramite app è necessario utilizzare sia i dati mobili che la geolocalizzazione per identificare la nostra effettiva presenza nei pressi della colonnina: questo potrebbe impedirci di ricaricare qualora il nostro cellulare dovesse avere problemi di connessione. Mentre invece per pagare utilizzando un dispositivo con chip RFID è necessario solamente appoggiare la tessera o il portachiavi sul lettore di dispositivi RFID presente sulla colonnina.

Prepararsi alla ricarica

Mentre cerchiamo la colonnina presso cui vogliamo fermarci a ricaricare, è importante pensare a quanto tempo abbiamo a disposizione per effettuare la ricarica poiché il tempo di ricarica è tanto più basso quanto più alta è la potenza di ricarica erogabile; bisogna comunque sottolineare che ricaricare frequentemente a potenze elevate riduce la vita delle batterie.

Le stazioni di ricarica presso cui è possibile ricaricare sono distinte in tre categorie: ricarica lenta, ricarica rapida e ricarica ultrarapida. Presso le stazioni di ricarica lenta si può ricaricare la propria vettura solo con corrente alternata a potenze massime di 22 kW. Presso le stazioni di ricarica veloce invece si può ricaricare sia in corrente alternata con potenze fino a 44 kW, sia in corrente continua con potenze fino ai 60 kW. Infine presso le stazioni di ricarica ultrarapida è possibile ricaricare esclusivamente in corrente continua con potenze teoriche fino ai 350 kW.

Opel Corsa-e

Una volta individuata la colonnina presso cui intendiamo ricaricare la nostra vettura, è necessario posteggiare la nostra vettura con lo sportello di ricarica il più vicino possibile alla colonnina: infatti i cavi hanno lunghezza limitata e diventa difficile se non impossibile riuscire a ricaricare la propria auto se troppo lontana dalla colonnina di ricarica. È necessario sottolineare che, a differenza delle vetture tradizionali a motori endotermico, diverse vetture hanno lo sportello per accedere alla presa di ricarica nella parte frontale della vettura: ad esempio auto come la Renault Zoe o la KIA e-Niro hanno lo sportello per accedere al connettore nella parte frontale, mentre per esempio la Opel Corsa-e o la Volkswagen ID.3 hanno lo sportello a lato nella parte posteriore.

Se abbiamo già deciso dove fermarci per ricaricare e manca poco al raggiungimento della destinazione, è possibile tramite l’applicazione del gestore prenotare la colonnina per 15 minuti in modo tale che nessuna possa ricaricare al nostro posto mentre raggiungiamo la stazione di ricarica; le diverse applicazioni inoltre segnalano se la colonnina è utilizzata in quel momento oppure no.

Ricarica veloce

Dopo che abbiamo posteggiato l’auto vicino alla colonnina, dobbiamo effettuare il pagamento: nel caso in cui abbiamo prenotato la colonnina tramite applicazione, bisognerà premere ricarica sulla schermata del nostro smartphone e a questo punto potremo selezionare il connettore di ricarica idoneo alla nostra vettura. Nel caso in cui invece non abbiamo prenotato la colonnina, per pagare tramite smartphone dobbiamo accedere all’applicazione ed selezionare da una mappa la colonnina presso cui ci troviamo: una volta che siamo stati identificati possiamo selezionare il connettore. Diversamente se vogliamo pagare usando un dispositivo con chip RFID dovremo avvicinare il nostro dispositivo al lettore presente sulla colonnina: una volta riconosciuta la tessera potremo selezionare il connettore dallo schermo presente sulla colonnina.

Se stiamo ricaricando presso una stazione ultraveloce saranno disponibili solo i connettori per la ricarica a corrente continua CCS Combo 2 e CHAdeMO, quest’ultimo è però assente nelle stazioni Ionity. Se stiamo ricaricando invece presso una stazione di ricarica veloce oltre ai due connettori per la ricarica in corrente continua, sarà presente anche un connettore di tipo 2 per la ricarica rapida in corrente alternata.

Una volta che abbiamo selezionato il connettore corretto avremo a disposizione dai 60 ai 90 secondi, a seconda degli operatori, per collegare il cavo di ricarica alla nostra vettura; se non dovessimo riuscire a completare l’operazione in tempo, bisognerà semplicemente ripetere l’operazione di pagamento. Tuttavia inserire lo spinotto di ricarica nella presa della vettura è un’operazione semplice: per non sbagliarsi basta semplicemente confrontare la forma della presa della propria vettura con la forma dei connettori. Per risparmiare tempo è comunque suggerito aprire lo sportello e rimuovere i tappi della presa prima di pagare.

Agganciate le prese la ricarica ha inizio: possiamo controllare che sia effettivamente cosi sia sullo schermo della colonnina sia sullo schermo dell’app che stiamo utilizzando. Se la sicurezza è uno dei vostri dilemmi maggiori potete restare tranquilli: il cavo rimane fissato alla presa fino al termine della ricarica; è perciò possibile allontanarsi dalla propria vettura senza temere che qualcuno possa interrompere la ricarica e prendere il nostro posto. La ricarica può essere interrotta solamente se passiamo il dispositivo con chip RFID sull’apposito lettore o se decidiamo di interrompere la ricarica dall’applicazione sul nostro smartphone. Una volta finita la ricarica, o perché completa o perché abbiamo deciso di interromperla, per poter rimuovere il cavo di ricarica dalla presa è sufficiente sbloccare le serrature dell’auto con il telecomando.

Ricarica lenta

Nel caso si voglia effettuare la ricarica presso una stazione di ricarica lenta è necessario sapere che in questo caso non sono presenti cavi di ricarica, ma solo la colonnina: bisogna perciò avere con sé un cavo di ricarica idoneo con connettori di tipo 2 da entrambi i terminali. Questo cavo di ricarica, a differenza del cavo per la ricarica domestica con preso di tipo 2 e presa schuko, non viene generalmente venduto assieme all’auto, se non come optional, ed è perciò necessario acquistarlo a parte: il costo di un cavo di ricarica con entrambi i terminali di tipo 2 che possa reggere potenze fino ai 22 kW è attorno ai 200 €.

Quando dobbiamo ricaricare presso una colonnina in corrente alternata a ricarica lenta è consigliato preparare il cavo ed inserirlo già nella presa dell’auto prima di effettuare il pagamento, anche se è possibile farlo anche dopo aver pagato, perché quando viene autorizzata la ricarica si ha anche in questo caso un tempo limitato per poter agganciare il cavo sia alla presa della colonnina che alla propria vettura.

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Per agganciare il cavo di tipo 2 alla presa dell’auto è necessario aprire lo sportello e rimuovere il tappo del connettore ed inserire la presa giusta: i due connettori sono diversi, perciò dovrebbe bastare un confronto veloce tra la forma dei connettori e quella della presa dell’auto per scegliere l’estremità corretta.

Dopo aver effettuato il pagamento, attraverso le stesse modalità utilizzabili nel caso di ricarica veloce, bisognerà collegare la presa di ricarica alla colonnina. Mentre collegare il cavo alla presa dell’auto è un’operazione banale, agganciare il connettore alla colonnina può risultare complicato le prime volte: bisogna infatti inserire lo spinotto verticalmente e ruotarlo fino a quando è disposto orizzontalmente e agganciato alla presa della colonnina.

Per interrompere la ricarica le modalità sono le stesse che nel caso di ricarica veloce o ultraveloce; una volta terminata la ricarica, dovremo rimuovere il cavo di ricarica prima dalla presa della colonnina e poi dalla presa della vettura.

Ultimi suggerimenti

Nel caso in cui dovessimo allontanarci dall’auto mentre si ricarica, è bene monitorare come procede l’avanzamento della ricarica tramite l’applicazione: se infatti la ricarica è stata completata e noi non interveniamo per spostare l’auto entro un’ora, ci verrà addebitato un costo aggiuntivo in base a quanto tempo abbiamo tenuto occupata la colonnina oltre il limite orario. Questa tariffa di occupazione tuttavia non è valida nel periodo notturno.

Bisogna inoltre ricordare che ricaricare l’auto presso le colonnine è sempre meno economico rispetto a ricaricare a casa: infatti i prezzi minimi di ricarica alle colonnine sono attorno ai 0.30 €/kWh, mentre ricaricare presso la propria abitazione costa attorno ai 0.20 €/kWh.