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Auto elettriche e postazioni di ricarica, la situazione UE

A che punto è lo sviluppo dell'infrastruttura pubblica per la ricarica delle auto elettriche in Europa? Non c'è una risposta univoca alla domanda, nel Nord Europa entro il 2020 dovrebbero essere state soddisfatte le direttive UE, mentre nell'Europa del Sud e dell'Est lo sviluppo è decisamente più indietro. Ma la domanda è un'altra: serve davvero per promuovere la diffusione di auto elettriche? Secondo Transport & Environment in realtà no, ma può convincere psicologicamente chi guida ancora un'auto tradizionale a fare il salto.

Da quanto riporta la testata infatti le postazioni pubbliche sarebbero utilizzate appena per il 5% degli eventi di ricarica mentre in generale nell'Europa Occidentale e del Nord non è l'assenza di infrastrutture pubbliche di ricarica a rappresentare il maggior ostacolo all'ampliamento del mercato.

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Nondimeno come detto lo sviluppo dell'infrastruttura è fondamentale per convincere la maggior parte dei guidatori di auto tradizionali a passare ai veicoli elettrici, perché il timore psicologico di restare a piedi a causa dell'autonomia ancora limitata di queste auto è elevato per chi è abituato a contare su motori a combustibile e a una rete capillare di stazioni di rifornimento.

Dunque nell'Europa Nord-occidentale come detto l'infrastruttura cresce a buoni ritmi come del resto il numero di auto elettriche vendute mensilmente ed entro il 2020 dovrebbero esserci circa 220mila postazioni di ricarica pubblica, con un rapporto di 10 auto elettriche circolanti per ciascuna postazione, come da raccomandazioni europee. Sempre entro lo stesso periodo inoltre le postazioni di ricarica ultraveloce da 150/350 kW dovrebbero essere circa 1000, con la possibilità di ottenere 400 Km di autonomia in 15 minuti. Infine entro il 2020 ci saranno anche circa 5000 postazioni da 50 kW (attualmente siamo già a 2500).

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In pratica in questo settore dell'Europa entro il 2020 dovrebbe esserci una postazione di ricarica pubblica ogni 34 chilometri lungo la rete strategica TEN-T Core (una rete di corridoi europei di cui quattro situati in Italia), più che sufficiente per sostenere inizialmente il mercato.

Nelle nazioni europee del centro, del sud e dell'est invece come detto la situazione è diversa, con una diffusione di postazioni pubbliche assai più modesta, e non migliorerà prima di 5-10 anni, anche se gli investimenti saranno resi disponibili – la Commissione europea vorrebbe che fossero utilizzati almeno il 60% dei fondi.